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Pensioni in ritardo a gennaio 2026: cosa succede in Italia e quando arrivano i soldi

Pubblicato: 04/01/2026 13:06

A gennaio 2026 i pagamenti delle pensioni subiscono un lieve ritardo rispetto alla consueta scadenza del primo giorno bancabile del mese. La variazione è legata al fatto che il 1° gennaio, giorno di Capodanno, è festivo e che una disposizione normativa sposta automaticamente l’accredito al secondo giorno bancabile utile.

Per i pensionati che ricevono l’assegno su conto corrente bancario o postale, compresi Libretto postale e Postepay Evolution, l’accredito della pensione scatterà lunedì 5 gennaio 2026. La data è valida su tutto il territorio nazionale e riguarda tutte le prestazioni pensionistiche gestite dall’Inps.

Diverso il calendario dei pagamenti per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali. In questo caso, come avviene abitualmente, è previsto un anticipo con una distribuzione scaglionata in base all’ordine alfabetico del cognome, per evitare assembramenti agli sportelli.

Il ritiro allo sportello parte sabato 3 gennaio, giornata riservata ai pensionati con cognomi dalla A alla B. Il giorno successivo, domenica 4 gennaio, potranno presentarsi quelli con cognomi dalla C alla D, secondo quanto comunicato da Poste Italiane.

Il calendario prosegue lunedì 5 gennaio per i cognomi dalla E alla K, mentre la distribuzione riprenderà mercoledì 7 gennaio per i pensionati con cognomi dalla L alla P. La chiusura delle operazioni è prevista per giovedì 8 gennaio, giornata dedicata ai cognomi dalla Q alla Z.

Nel cedolino pensione di gennaio 2026 saranno applicate diverse novità economiche. La principale riguarda la perequazione provvisoria pari a +1,4%, introdotta per compensare l’inflazione del 2025. L’aumento è riconosciuto per intero fino a quattro volte il trattamento minimo, per poi ridursi progressivamente sugli importi più elevati.

Con l’adeguamento, il trattamento minimo sale a 611,85 euro mensili, pari a circa 7.954 euro annui. L’incremento interessa soprattutto i pensionati con assegni più bassi, rafforzando il potere d’acquisto in un contesto di aumento dei prezzi.

Nel cedolino saranno inoltre visibili eventuali aggiornamenti o recuperi delle addizionali regionali e comunali, insieme ai conguagli fiscali di fine anno, che possono determinare variazioni, in aumento o in diminuzione, sull’importo netto percepito.

Tutti i dettagli relativi alla pensione di gennaio sono consultabili online sul portale Inps, accedendo con Spid, Cie o Cns. L’ente precisa che la rivalutazione applicata è provvisoria e sarà oggetto di conguaglio definitivo nel 2027, in base ai dati ufficiali sull’inflazione.

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