
Un terremoto di magnitudo 3.7 ha colpito nella serata di oggi, domenica 4 gennaio, l’area della provincia di Crotone, in Calabria. La scossa principale è stata registrata alle 18:48 ed è stata avvertita in modo netto dalla popolazione, accompagnata in molti casi da un boato che ha preceduto il movimento tellurico.
Secondo i dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’epicentro è stato localizzato nel territorio comunale di San Nicola dell’Alto, a circa un chilometro dal centro abitato, con una profondità di circa 31,9 chilometri. Una profondità relativamente elevata che ha comunque consentito alla scossa di propagarsi su un’area piuttosto ampia.
Sciame sismico in corso: altre scosse dopo quella principale
Nei minuti immediatamente successivi al sisma principale, i sismografi hanno registrato altre due scosse di intensità minore, configurando un iniziale sciame sismico. La seconda scossa è stata rilevata alle 18:50, con magnitudo 2.0, mentre la terza è avvenuta alle 18:53, con magnitudo 2.3. Anche questi eventi hanno avuto epicentro nella stessa zona di San Nicola dell’Alto.
Al momento non si segnalano danni a persone o cose, ma la situazione è costantemente monitorata dagli esperti, poiché sequenze di questo tipo possono proseguire nelle ore o nei giorni successivi con repliche generalmente più deboli.
Il sisma avvertito in più province calabresi
La scossa principale è stata percepita distintamente in gran parte della Calabria. Oltre all’intera area crotonese, il terremoto è stato avvertito anche nel Catanzarese, nel Cosentino e in diversi comuni della Sila. Segnalazioni sono arrivate da San Mauro Marchesato, Petilia Policastro, Cotronei, Savelli, Pagliarelle e San Giovanni in Fiore, dove numerosi cittadini hanno riferito di aver sentito vibrazioni e rumori improvvisi.
In alcuni centri la scossa ha spinto le persone a scendere in strada per precauzione, soprattutto nei minuti immediatamente successivi al primo evento.
Una zona ad alta sismicità storica
L’area del Crotonese e dell’arco ionico calabrese è storicamente considerata a elevata pericolosità sismica. Come evidenziato dall’INGV e da numerosi studi scientifici, la Calabria è una delle regioni più sismiche d’Italia a causa della complessa interazione tra la placca africana e quella euroasiatica, con sistemi di faglie attive sia superficiali sia profonde.
Nel corso dei secoli, il territorio è stato interessato da numerosi terremoti anche di forte intensità, alcuni dei quali distruttivi, come quelli del 1638, del 1783 e del 1905. Anche eventi di magnitudo moderata, come quello di questa sera, rientrano nella normale dinamica sismica dell’area, dove non sono rari sciami sismici localizzati.
Gli esperti ricordano che scosse di questa magnitudo non sono anomale per la zona, ma rappresentano comunque un richiamo costante all’importanza della prevenzione sismica, della corretta informazione alla popolazione e del rispetto delle normative antisismiche negli edifici. La Protezione civile e l’INGV continueranno a seguire l’evolversi della sequenza nelle prossime ore.


