Vai al contenuto

Capotreno ucciso a coltellate, l’assassino avvistato a Milano ma ancora in fuga

Pubblicato: 06/01/2026 17:10

L’oscurità invernale era appena calata, portando con sé quel freddo pungente che penetra nelle ossa durante i turni più lunghi. Tra il rumore metallico dei binari in lontananza e il soffio dei motori accesi, un uomo stava semplicemente concludendo la sua giornata di lavoro, muovendosi tra ombre familiari e percorsi ripetuti mille volte. Nulla avrebbe lasciato presagire che in quel luogo protetto, lontano dagli occhi della folla, il destino lo stesse aspettando sotto forma di una lama invisibile nel buio.

Un incontro improvviso, poche parole o forse nessuna, e poi il silenzio spezzato solo dal rumore dei passi di qualcuno in fuga. Quella divisa, simbolo di servizio e dedizione, si è trasformata in pochi istanti nel sudario di una vita spezzata a soli trentaquattro anni, lasciando un vuoto incolmabile tra i colleghi che lo aspettavano per il cambio turno.

Il brutale omicidio a Bologna, in stazione

L’episodio di violenza verificatosi nella serata del 5 gennaio 2026 ha scosso profondamente la città di Bologna e l’intero comparto dei trasporti ferroviari nazionali. Un giovane capotreno di 34 anni, Alessandro Ambrosio, dipendente della società Trenitalia, è stato rinvenuto privo di vita nei pressi dello scalo ferroviario centrale, segnando una tragica pagina di cronaca nera in un giorno tradizionalmente dedicato al rientro dalle festività. Il corpo dell’uomo presentava ferite compatibili con un attacco all’arma bianca, suggerendo una dinamica brutale avvenuta in un’area specifica dello snodo ferroviario emiliano. Il ritrovamento è avvenuto in un orario di grande afflusso per la stazione, sebbene il luogo esatto del delitto risulti parzialmente isolato dai flussi principali dei passeggeri.

Il dramma si è consumato poco prima delle ore 19, in un momento in cui la stazione di Bologna è solitamente affollata di pendolari e turisti. La vittima è stata colpita ripetutamente con un coltello o un oggetto similare, venendo poi abbandonata nei pressi del parcheggio situato nel piazzale Ovest. Si tratta di una zona estremamente specifica, utilizzata prevalentemente come area di sosta per i dipendenti delle ferrovie e dunque non accessibile al pubblico generico o ai viaggiatori in transito. Questo particolare dettaglio spinge gli inquirenti a valutare diverse ipotesi sulla presenza dell’aggressore in quel determinato punto, considerando se il killer conoscesse i movimenti della vittima o se si sia trattato di un incontro fortuito degenerato in violenza estrema all’interno di uno spazio riservato al personale.

Le indagini e i rilievi scientifici

Immediatamente dopo la scoperta del cadavere, le autorità hanno isolato l’intera area per consentire lo svolgimento delle procedure di rito. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia ferroviaria e i colleghi della squadra mobile, supportati dal medico legale per un primo esame esterno della salma. Il coordinamento delle attività investigative è stato affidato al pubblico ministero Michele Martorelli, il quale ha disposto l’avvio dei rilievi scientifici necessari a individuare tracce biologiche o impronte lasciate dall’assassino. Gli esperti della polizia scientifica hanno lavorato meticolosamente per repertare ogni elemento utile, mentre la zona veniva interdetta al passaggio per preservare l’integrità della scena del crimine in attesa di ulteriori accertamenti tecnici.

Un elemento cruciale per la risoluzione del caso sarà rappresentato dall’analisi dei filmati registrati dai sistemi di sicurezza. La zona del piazzale Ovest e le aree limitrofe sono monitorate da numerose telecamere di sorveglianza che potrebbero aver immortalato le fasi salienti dell’aggressione o la fuga del responsabile. Gli inquirenti hanno già avviato le procedure per acquisire le immagini di tutti i circuiti presenti nel perimetro ferroviario e nelle strade adiacenti. L’obiettivo è ricostruire con precisione millimetrica gli spostamenti del capotreno nei suoi ultimi istanti di vita e identificare eventuali soggetti sospetti che si aggiravano nel parcheggio dipendenti in un orario compatibile con il delitto.

Chi è la vittima

La vittima è Alessandro Ambrosio, 34 anni, capotreno di Trenitalia. Secondo la stampa locale viveva ad Anzola dell’Emilia, in provincia di BolognaEra laureato in Statistica, amava la musica e suonava la chitarra con altri amici del Centro Culturale Anzolese. Aveva deciso di seguire le orme del padre, ferroviere. Da quanto è emerso, il 34enne lavorava sui treni a medio-lunga percorrenza. Pare non fosse in servizio al momento dell’aggressione e si stesse recando al parcheggio della stazione riservato ai dipendenti della struttura, in viale Pietramellara.

Il presunto assassino individuato a Milano

Nella tarda serata di lunedì l’aggressore è stato identificato: il sospettato è Marin Jelenic, che ora è ricercato. Si tratta di un 36enne croato senza fissa dimora, che avrebbe precedenti e sarebbe già noto per aver creato problemi in stazioni ferroviarie. L’uomo sarebbe stato identificato grazie all’aiuto delle telecamere. Ed è notizia di poco fa che gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia l’avrebbero individuato a Milano, come riferisce SkyTG24. Marin è stato solo avvistato in città, ma non ancora catturato: in queste ore il riserbo è massimo, segno che il cerchio si sta stringendo attorno al presunto omicida di Alessandro Ambrosio. Alle 13:30 sempre SkyTG24, citando fonti vicine agli investigatori, ha affermato che Marin avrebbe lasciato Milano.

Marin è stato identificato a poche ore dal delitto. L’uomo, senza fissa dimora e legami sul territorio italiano, era già noto alla Polizia Ferroviaria per precedenti relativi al porto di armi da taglio. Inoltre era stato identificato in diverse circostanze in ambiti ferroviari in tutto il Nord Italia. Le indagini della polizia per rintracciarlo vanno avanti senza sosta e a 360 gradi dal tardo pomeriggio di ieri.

Il viaggio in treno dopo l’omicidio: fermato dai Carabinieri ma rilasciato perché non ancora “ricercato”

Nelle ore immediatamente successive all’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, Marin Jelenik, poi individuato come principale ricercato, aveva viaggiato a bordo di un treno regionale in partenza da Bologna e diretto a Milano. Durante il tragitto, secondo quanto riferito dall’ANSA, l’uomo avrebbe mantenuto un comportamento aggressivo e molesto, creando problemi anche al personale ferroviario. Per questo il convoglio è stato fermato a Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino, poco prima delle 20: qui Jelenik è stato fatto scendere e affidato ai carabinieri. I militari lo hanno identificato, ma lo hanno successivamente lasciato andare, poiché in quel momento non erano ancora state diramate le segnalazioni di ricerca a suo carico.


Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 06/01/2026 17:12

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure