
Un dettaglio finora rimasto in ombra riporta sotto i riflettori il delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a 26 anni nella villetta di famiglia il 13 agosto 2007. Secondo una nuova ricostruzione, l’ultima cosa visualizzata dalla giovane sul suo computer sarebbe stato un video che ritrae Andrea Sempio, oggi indagato dalla Procura di Pavia.
La perizia sul pc di Chiara Poggi
L’informazione emerge da una perizia informatica sul computer della vittima, che non venne più acceso dal 10 agosto 2007, tre giorni prima dell’omicidio. A firmare l’analisi sono Roberto Porta e Daniele Occhetti, gli stessi periti che esaminarono i dispositivi elettronici nel processo di primo grado del 2009, concluso con l’assoluzione di Alberto Stasi, poi condannato in appello bis a 16 anni di carcere.
Secondo quanto ricostruito, il video sarebbe stato trasferito sul desktop del computer di Chiara il 20 luglio 2007, mentre la giovane si trovava a Londra insieme a Stasi, e sarebbe stato visualizzato alle 16.57 del 10 agosto, quando Chiara era sola in casa e la famiglia era in vacanza in Trentino.
Un elemento che smentisce la versione del 2017
Questo dato entra in contrasto con una nota diffusa dalla Procura di Milano nel 2017, nella quale si affermava che dai tabulati telefonici e dai dati informatici emergeva «la totale assenza di rapporti diretti o indiretti e di contatti diretti e indiretti» tra Chiara Poggi e Andrea Sempio.
Proprio sulla base di quella valutazione, Sempio fu scagionato dalla prima indagine a suo carico. Oggi, però, la presenza del video sul computer della vittima rappresenterebbe un contatto indiretto, rimasto finora fuori dal quadro investigativo ufficiale.
Il video e le telefonate sospette
Il filmato mostrerebbe Andrea Sempio in classe insieme ad altri due compagni. Un dettaglio che assume peso investigativo anche per la tempistica: Chiara avrebbe visto il video due giorni dopo tre telefonate anomale che l’indagato avrebbe effettuato a casa Poggi.
Un intreccio di elementi che, a distanza di quasi vent’anni, continua a sollevare interrogativi su uno dei casi di cronaca nera più discussi d’Italia e che potrebbe aprire nuovi scenari investigativi sulla rete di relazioni attorno alla vittima nei giorni precedenti al delitto.


