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Venezuela, la tragedia in Svizzera, il referendum, Mattarella. E su Trump… la conferenza stampa di Giorgia Meloni

Pubblicato: 09/01/2026 12:47

Politica estera, sicurezza, giustizia e grandi dossier interni. La conferenza stampa di inizio anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, tenuta alla Camera dei Deputati, ha tracciato un quadro ampio dell’azione di governo, tra priorità internazionali, emergenze nazionali e rapporti istituzionali.

Politica estera: Ucraina, Venezuela, Medio Oriente e Piano Mattei

Ampio spazio è stato dedicato alla politica estera, che Meloni ha definito saldamente ancorata all’Unione europea e all’Alleanza atlantica, pur rivendicando autonomia di giudizio nei rapporti con gli alleati, a partire dagli Stati Uniti. Sul conflitto in Ucraina, la premier ha ribadito che non è prevista alcuna opzione Onu sul campo né l’invio di soldati italiani, sottolineando come la strada maestra resti quella della deterrenza e di una garanzia di sicurezza ispirata al modello Nato. Al tempo stesso, Meloni ha affermato che è arrivato il momento che l’Europa parli con la Russia, evitando iniziative isolate che finirebbero per indebolire il fronte europeo.

Sul Venezuela, la presidente del Consiglio ha confermato il massimo impegno del governo per la liberazione di Alberto Trentini, assicurando che «non smetteremo di occuparci della vicenda» e salutando come un segnale positivo il rilascio di due cittadini italiani. Meloni ha espresso l’auspicio di una nuova stagione di relazioni costruttive con Caracas, pur senza nascondere la complessità del quadro politico.

Nel quadro internazionale rientra anche il Piano Mattei, che la premier considera uno degli assi strategici dell’azione di governo. Dopo l’allargamento dei Paesi coinvolti da 9 a 14, Meloni ha annunciato che nel 2026 si terrà un summit Italia-Africa in Africa, con ogni probabilità in Etiopia, per presentare nuovi progetti. «L’Africa è un continente strategico per i prossimi decenni», ha sottolineato, rivendicando un modello di cooperazione basato su rispetto e partenariato, non su assistenzialismo.

Trump e la Groenlandia

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha escluso l’ipotesi di un’azione militare degli Stati Uniti per assumere il controllo della Groenlandia. «Continuo a non credere che gli Usa attuino un’azione militare di questo tipo», ha dichiarato la premier nel corso della conferenza stampa di inizio anno.
Meloni ha precisato che si tratterebbe comunque di un’opzione che non condividerebbe, ricordando di averlo già messo «nero su bianco». «Non credo converrebbe a nessuno, neppure agli Stati Uniti d’America», ha concluso.

Crans-Montana: “Non una disgrazia, ma responsabilità precise”

Toni duri sul caso della tragedia di Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno hanno perso la vita decine di persone. Meloni ha escluso che si sia trattato di una semplice fatalità, parlando di «voglia di soldi facili» e di responsabilità che devono essere perseguite. Il governo, ha assicurato, non lascerà sole le famiglie delle vittime: l’Avvocatura dello Stato è già al lavoro in raccordo con le procure svizzere e italiane per seguire le indagini e garantire assistenza legale.

La premier ha chiesto rigore assoluto nel caso emergano comportamenti gravissimi, come l’ipotesi – tutta da verificare – che qualcuno abbia tentato di fuggire con l’incasso durante l’incendio. «Se fosse vero, bisogna essere implacabili», ha affermato.

Rapporti con il Quirinale: “Con Mattarella sempre difesa dell’interesse nazionale”

Meloni ha dedicato un passaggio anche ai rapporti con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, definiti «ottimi», pur nella diversità di vedute su alcune questioni interne. «Non siamo sempre d’accordo», ha ammesso, «ma quando si tratta di difendere l’interesse nazionale il presidente della Repubblica c’è». Una collaborazione che, secondo la premier, viene spesso raccontata in modo distorto, enfatizzando contrasti che nella realtà vengono sempre ricomposti attraverso il dialogo istituzionale.

Sicurezza, giustizia e agenda interna

Sul fronte interno, la presidente del Consiglio ha annunciato che il 2026 sarà l’anno del cambio di passo sulla sicurezza, riconoscendo che quanto fatto finora non è sufficiente. Ha confermato l’arrivo di nuove misure contro le baby gang, con il divieto di armi da taglio per i minori e sanzioni per i genitori, e ha ribadito la necessità che magistratura, forze dell’ordine e politica lavorino nella stessa direzione.

Sulla giustizia, Meloni ha difeso il diritto di chiedere conto ai magistrati di decisioni che incidono sulla sicurezza dei cittadini, respingendo le accuse di delegittimazione e criticando invece campagne basate su informazioni false.

Tra i temi economici e sociali, la premier ha ricordato il piano casa da 100 mila alloggi a prezzi calmierati in dieci anni, il lavoro per abbassare i prezzi dell’energia e l’obiettivo di creare 11 mila nuovi posti nelle carceri entro il 2027 per affrontare in modo strutturale il sovraffollamento.

Nel complesso, la conferenza stampa ha restituito l’immagine di un governo intenzionato a rivendicare stabilità, portare a termine la legislatura e rafforzare il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale, mantenendo al centro sicurezza, politica estera e credibilità delle istituzioni.

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Ultimo Aggiornamento: 09/01/2026 14:16

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