
Il mondo degli sport invernali è sotto shock per la tragica scomparsa di Ueli Kestenholz, leggenda dello snowboard svizzero, travolto da una valanga sulle montagne del Vallese. L’incidente si è consumato intorno alle 12.15 di domenica scorsa sul versante orientale dell’Hockuchriz, a circa 2.400 metri di altitudine. Kestenholz, cinquantenne originario delle rive del lago di Thun, era impegnato in un’uscita fuori pista insieme a un compagno sciatore quando una massa nevosa si è staccata improvvisamente per cause che la polizia cantonale vallesana deve ancora accertare. Mentre lo sciatore è riuscito a mettersi in salvo rimanendo illeso, l’ex campione è stato trascinato via e sepolto sotto metri di neve.
Il dispiegamento dei soccorsi e il triste epilogo
L’allarme è scattato immediatamente, mobilitando l’organizzazione cantonale vallesana e ben tre elicotteri di Air Zermatt. Nonostante la rapidità dell’intervento e il fatto che l’uomo sia stato estratto dalla coltre bianca grazie all’azione congiunta di soccorritori e compagni, il quadro clinico è apparso subito disperato. Dopo un primo trasporto d’urgenza all’ospedale di Visp e il successivo trasferimento a Sion, il campione si è spento a causa delle gravissime ferite riportate.
La notizia, confermata anche dalla “Berner Zeitung”, mette fine alla parabola di un atleta straordinario. Kestenholz era stato un pioniere: bronzo olimpico nello slalom gigante a Nagano 1998, aveva poi dominato lo snowboard cross vincendo due ori agli X Games (2003 e 2004) e collezionando 14 successi in Coppa del Mondo. Figura iconica degli sport estremi, lascia la moglie e due figli di 17 e 9 anni. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile in una comunità che vedeva in lui non solo un atleta, ma un simbolo di passione per la montagna.
Capo, la notizia è pesantissima per il mondo dello sport. Sto già cercando di contattare qualche suo ex collega per un ricordo tecnico sulla sua carriera; vuoi che prepariamo un tributo fotografico con le sue imprese più famose?


