
Amato Capogrossi è scomparso a soli 41 anni, lasciando un vuoto enorme nella sua comunità. Quel malessere, all’apparenza una comune lombosciatalgia, si è rivelato una infezione aggressiva da stafilococco che non gli ha dato scampo.
Dal 26 dicembre le condizioni di salute del 41enne di Falconara Marittima si sono rapidamente deteriorate, fino al decesso avvenuto domenica scorsa, una fine troppo rapida per chiunque lo conoscesse. La notizia della morte di Amato ha colpito profondamente chi lo stimava e lo apprezzava.
Un “ragazzo d’oro”, il ricordo dei colleghi
Amato non era solo un amico leale ma anche un punto di riferimento sul lavoro. Alla Cooperativa portabagagli pluriservizi Palermo, che gestisce le pulizie della stazione di Ancona e di altre stazioni, era considerato un professionista esemplare: “Era un ragazzo d’oro, un grande lavoratore, rispettoso e leale – dice un collega – tanto che lo avevano nominato capo squadra. Gestiva il personale ed era molto ben voluto e rispettato. Era un giovane serio e impegnato”. Era stimato non solo per la sua dedizione ma anche per la sua capacità di essere vicino alle persone.
Oltre alla sua attività professionale, Amato aveva una grande passione per lo sport e per gli animali. Da ragazzo aveva giocato nella Falconarese, diventando presto un volto noto agli appassionati locali. Amava profondamente i cani e, come volontario, trascorreva molte ore al canile Anita di Falconara, dove aiutava chiunque avesse bisogno e stava accanto ai suoi amici a quattro zampe con affetto genuino.
Il dolore della mamma Rita
Amato era anche un prezioso supporto per la sua famiglia, in particolare per la mamma Rita nella gestione estiva dello stabilimento balneare “Il Porticciolo di Palombina Nuova di Rita e Gianni”. Proprio Rita oggi fatica ad accettare la perdita: “Sembrava una cosa di poco conto – dice affranta la madre – tanto che al pronto soccorso di Torrette, dove si è rivolto due volte, lo avevano curato per una semplice lombosciatalgia. E invece il male era già dentro Amato e me lo ha portato via in pochi giorni. Le condizioni sono peggiorate drammaticamente, i polmoni non funzionavano più e ora non posso credere che non ci sia più”.
Il dolore per la dipartita di Amato Capogrossi è profondo tra amici e conoscenti, che affidano ai social ricordi e pensieri carichi di affetto. Lascia la mamma Rita, la sorella Sonia, il cognato Daniele, il nipote Tommaso, amici come Massimo e Monia e una miriade di altri affetti. La camera ardente è stata allestita alla casa funeraria Pieroni in via Marconi e la cerimonia funebre è prevista domani alle 15 nella chiesa parrocchiale Sant’Andrea di Castelferretti, un ultimo addio a un uomo tenace e amato.


