
Mentre la NASA combatte contro i cronici ritardi del programma Artemis, il settore privato accelera, puntando dritto al turismo extra-atmosferico. La nuova frontiera del lusso non si trova più in atolli sperduti, ma a 384.400 chilometri di distanza. GRU Space, una startup californiana nata nel 2025, ha infatti annunciato un piano audace: inaugurare il primo hotel sulla Luna entro il 2032. Al timone di questa impresa c’è il ventunenne Skyler Chan, un prodigio dell’ingegneria che vanta già collaborazioni con Tesla e un addestramento da pilota militare a soli 16 anni. L’azienda, sostenuta da colossi come SpaceX e Nvidia, non si limita a sognare: ha già aperto le prenotazioni, con depositi cauzionali che oscillano tra i 250.000 e il milione di dollari.
Dalla regolite al cemento lunare: il progetto v1 e v2
L’architettura dell’accoglienza spaziale seguirà un’evoluzione modulare. Il primo prototipo, denominato v1, sarà una struttura gonfiabile progettata per ospitare quattro pionieri. Ma è con la versione v2 che la visione di Chan diventa futuristica: l’obiettivo è costruire edifici utilizzando mattoni di regolite lunare, prodotti in loco grazie a robot specializzati e a un particolare gel strutturale noto come N-A-S-H o K-A-S-H. Questo “cemento lunare” permetterebbe di creare infrastrutture solide, incluse strade che la startup spera di realizzare in collaborazione con la NASA. La roadmap prevede una missione esplorativa nel 2029 con un modulo in miniatura, seguita nel 2031 dall’invio di strutture più grandi da installare nei lava tubes, le caverne sotterranee naturali che offrono una protezione ideale contro radiazioni, meteoroidi e sbalzi termici estremi.
Il costo di un soggiorno completo è attualmente stimato intorno ai 10 milioni di dollari, una cifra che, secondo le previsioni di GRU Space, è destinata a crollare non appena vettori pesanti come la Starship di Elon Musk renderanno più economico il trasporto di materiale “al chilo”. La sostenibilità economica del progetto si regge su numeri precisi: basterebbero dodici ospiti all’anno per rendere l’hotel un business profittevole.
L’ambizione di Skyler Chan, tuttavia, non si ferma al nostro satellite. La Luna è solo il banco di prova per Marte, dove l’ingegnere sogna colonie umane floride e una nuova economia interplanetaria. “Viviamo in un momento di svolta in cui potremmo effettivamente raggiungere lo spazio interplanetario prima di morire”, ha dichiarato Chan, sottolineando la missione etica dietro il profitto. “Se ci riusciremo – ha chiosato – miliardi di vite umane nasceranno sulla Luna e su Marte e potranno sperimentare la bellezza della vita lunare e marziana.” L’obiettivo finale resta quasi fantascientifico: trasformare l’umanità in una civiltà di Tipo III nella scala di Kardashev, capace di gestire l’intera energia della Via Lattea.


