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Sondaggi, Giorgia Meloni domina anche nel 2026: FdI resta sopra il 29%

Pubblicato: 15/01/2026 08:02

Il panorama politico italiano all’alba del 2026 appare dominato da una figura centrale che non sembra temere confronti diretti con i propri avversari o con gli stessi alleati di coalizione. Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Delphi, pubblicate in esclusiva da Fanpage.it, Giorgia Meloni mantiene una leadership salda e indiscussa, confermandosi come il punto di riferimento principale per l’elettorato conservatore e non solo. Nonostante il trascorrere degli anni e le fisiologiche difficoltà legate all’esercizio del potere, il consenso verso la presidente del consiglio resta granitico, delineando uno scenario in cui un’alternativa credibile fatica ancora a emergere con forza nel dibattito pubblico nazionale.

La stabilità del centrodestra e il primato della premier

Quando si analizza la tenuta della coalizione di governo, i dati raccolti mostrano una polarizzazione estrema attorno alla figura di Giorgia Meloni. Il sessantanove per cento degli intervistati ritiene infatti che debba essere ancora lei a guidare lo schieramento di centrodestra in vista della prossima scadenza elettorale del 2027. Questo dato assume un valore ancora più significativo se confrontato con i numeri ottenuti dagli altri esponenti della maggioranza. Matteo Salvini e Antonio Tajani si posizionano infatti a una distanza siderale, raccogliendo rispettivamente il tredici e il dodici per cento dei consensi. Anche figure di spicco a livello territoriale, come il leghista Luca Zaia, rimangono confinate a percentuali marginali che non superano il quattro per cento. Risulta evidente come, al momento, non esista una sfida interna reale per la guida della compagine governativa.

Il giudizio dei cittadini si estende anche all’operato della squadra di governo, dove emerge una classifica di gradimento piuttosto netta tra i vari ministri con portafoglio. Oltre alla conferma della premier in vetta alle preferenze, spiccano le posizioni di rilievo occupate da Giancarlo Giorgetti al Ministero dell’Economia e da Guido Crosetto alla Difesa. Questi dati suggeriscono che l’elettorato premia i profili percepiti come più istituzionali o solidi nei settori chiave della gestione statale. Al contrario, la parte bassa della graduatoria vede soffrire la ministra Daniela Santanchè, penalizzata probabilmente dalle vicende giudiziarie che l’hanno coinvolta. Un dato interessante riguarda la posizione di Matteo Salvini, che nel suo ruolo di ministro delle infrastrutture scivola all’ottavo posto, venendo appaiato da figure come Anna Maria Bernini e Giuseppe Valditara.

Intenzioni di voto e pesi dei partiti

Entrando nel merito delle percentuali dei singoli partiti, Fratelli d’Italia si conferma come la prima forza politica del Paese con un robusto ventinove virgola due per cento. Il principale sfidante resta il Partito Democratico guidato da Elly Schlein, che si attesta al ventuno virgola cinque per cento, mantenendo una distanza di sicurezza ma consolidando il proprio ruolo di guida dell’opposizione. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte segue con il quattordici virgola quattro per cento, mentre all’interno del centrodestra prosegue il duello per il primato tra Forza Italia e Lega. Al momento, gli azzurri di Tajani sembrano avere la meglio con l’otto virgola sette per cento rispetto all’otto per cento del Carroccio. Nelle retrovie, l’alleanza tra Verdi e Sinistra mostra segnali di crescita raggiungendo il sei virgola cinque per cento, mentre le forze centriste di Calenda e Renzi restano divise e ferme a percentuali ridotte.

Il sentimento generale degli italiani rispetto a ciò che riserverà l’anno 2026 è venato da una profonda cautela e da un diffuso pessimismo, specialmente per quanto riguarda il sistema paese. Sebbene la sfera personale e professionale venga vista come stabile dalla maggior parte degli intervistati, le preoccupazioni esplodono quando si parla di situazione economica italiana. Il trentotto per cento dei cittadini teme infatti un peggioramento delle condizioni finanziarie del paese, a fronte di una minoranza che spera in un miglioramento. Anche la visione della situazione politica nazionale non è delle migliori, con una fetta consistente della popolazione che prevede un deterioramento del clima istituzionale. Questo scetticismo sembra riflettere una stanchezza collettiva verso le dinamiche della politica tradizionale e le incertezze globali.

Opinione pubblica e supporto militare all’Ucraina

Un tema che continua a generare una forte spaccatura, ma che vede l’opinione pubblica orientata in modo abbastanza univoco, è quello relativo all’invio di armi nel conflitto ucraino. Nonostante la linea ufficiale del governo sia di pieno sostegno a Kiev, la maggioranza degli italiani esprime una netta contrarietà. Il sessantotto per cento dei rispondenti si dichiara infatti poco o per niente favorevole alla prosecuzione della fornitura di equipaggiamenti militari italiani. Si tratta di un dato trasversale che non sembra risentire in modo particolare dell’appartenenza generazionale, segno che la stanchezza verso il conflitto e le preoccupazioni per una possibile escalation internazionale sono sentimenti profondamente radicati nel tessuto sociale del Paese all’inizio di questo 2026.

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