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Report: si dimette Guido Scorza, componente Garante Privacy

Pubblicato: 17/01/2026 19:46

Si è dimesso Guido Scorza, componente del Garante della Privacy. ”Ho deciso di fare un passo indietro nell’interesse del garante della Privacy”, ha scritto su Instagram annunciando un video per spiegare le ragioni della scelta.

Scorza è indagato per peculato e corruzione dalla Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta nata dopo alcuni servizi andati in onda a Report di Sigfrido Ranucci. Cosa c’è nell’inchiesta della procura di Roma Giovedì mattina erano scattati ispezioni e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante dalla Privacy. Al centro delle inchiesta ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio, le spese per la carne comprata dal presidente dell’Authority Pasquale Stanzione addebitate al Garante e la mancata sanzione di circa 40 milioni di euro nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban Stories.

“Ho deciso di fare un passo indietro – scrive sulla bacheca Fb – nell’interesse dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. Sono stati cinque anni e mezzo bellissimi dalla parte giusta del mondo. Per ora grazie a tutte e a tutti ma arrivederci dalla stessa parte, quella dei diritti, delle libertà e della democrazia. In questo video le ragioni di una scelta difficile e sofferta”. Da regolamento il Collegio può operare anche con tre soli membri, ma già lunedì il presidente Stanzione dovrà notificare le dimissioni ai presidenti di Camera e Senato per avviare l’eventuale iter per la nomina di un quarto membro da integrare agli altri. Cosa faranno gli altri?

Secondo quanto riferisce Il Fatto Quotidiano, Scorza ha avvertito tutti i colleghi della sua decisione “sofferta” ma alla sua comunicazione non sono seguite analoghe decisioni. E questo vuol dire che probabilmente non si dimetteranno, non a breve. E questo dipenderà molto dalle strategie suggerite nelle scorse ore dai rispettivi legali, che hanno tentato rapidamente di valutare le accuse e se rispetto a queste sono più tutelati rimanendo nell’incarico o lasciando. I legali della vice presidente Cerrina Feroni, contattati a caldo da Fatto, dicono che “allo stato non è cambiato nulla” e che ne parleranno nei prossimi giorni.

“Decisione giusta e necessaria”

“Credo che” la mia decisione di dimettermi da componente del Garante della privacy sia “giusta e necessaria nell’interesse dell’istituzioni. Non ho nessuna remora né imbarazzo nel confessare che è stata una delle decisioni più sofferte della mia vita. Lascio uno dei lavori più belli che a una persona possa capitare, lascio uno dei lavori che ho fatto con più determinazione e passione di qualsiasi altro fatto fin qui. Lascio un lavoro che non ho mai considerato tale e che invece è una missione civile altro che professionale e istituzionale. Un’occasione unica di fare, nel mio piccolo, la mia parte per promuovere e difendere un diritto che non è mai stato tanto centrale e irrinunciabile nella vita delle persone e della società”. Lo dice Guido Scorza, componente del Collegio del garante della privacy, nel video in cui annuncia le sue dimissioni.

“Una missione – aggiunge – alla quale ho dedicato ogni giorno degli ultimi cinque anni. Lascio un incarico che per me ha sempre rappresentato restituire almeno parte di ciò che mi ha dato a un Paese che mi ha dato tantissimo consentendomi di acquisire competenze ed esperienze importanti, di realizzarmi nella dimensione professionale e di credere in un futuro migliore del passato da lasciare alle mie figlie. Lascio un incarico che ho sognato da quando, trent’anni fa, incontrai per la prima volta Stefano Rodotà e Giovanni Buttarelli, che stavano lavorando a quella che sarebbe diventata la prima legge italiana sulla protezione dei dati personali”.

“Lascio e vengo alle motivazioni personali di una scelta così tanto difficile principalmente per rispetto di quel sogno, di Stefano e Giovanni, ma anche delle tante donne e i tanti uomini che con loro hanno dato vita a quello che poi sarebbe diventato il Garante per la protezione dei dati personali. Un sogno che negli anni, ben prima di essere eletto, è diventato anche il mio: rendere forte un diritto fragile e garbato come il diritto alla privacy. Un sogno reso possibile anche dal lavoro svolto da un’autorità indipendente e autorevole, capace di garantirne promozione e protezione”, dice ancora nel video Scorza.

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Ultimo Aggiornamento: 17/01/2026 21:34

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