
Tensione nel dibattito politico italiano sulle conseguenze delle minacce tariffarie di Donald Trump legate alla Groenlandia. A intervenire è il ministro della Difesa Guido Crosetto, che prende apertamente le distanze dalle parole del leghista Claudio Borghi, pronto a “festeggiare” per i dazi annunciati contro Francia e Germania.
«Non capisco cosa ci sia da festeggiare nell’indebolimento economico di nostri alleati che sono anche tra i nostri maggiori partner commerciali ed industriali». Con queste parole, affidate a un post sui social, Crosetto ha risposto direttamente alle dichiarazioni di Borghi, legate alle posizioni europee sulla Groenlandia.
Il ministro della Difesa ha richiamato alla necessità di mantenere una prospettiva politica e strategica, sottolineando come le relazioni internazionali non possano essere ridotte a una logica da tifo: «Non stiamo facendo il tifo tra Milan ed Inter – scrive – e quindi dovremmo auspicare che tra i nostri alleati prevalgano dialogo e buon senso. E quando non accade, lavorare per ricrearlo».
«Non siamo un vaso di ferro»
Nel suo intervento, Crosetto allarga lo sguardo al contesto globale, segnato da crescenti tensioni economiche e geopolitiche. «In un mondo polverizzato – osserva – dove si torna alla logica “ognuno per sé e Dio per tutti” o a quella della potenza militare e delle risorse naturali, noi non siamo un vaso di ferro». Un richiamo esplicito alla fragilità dell’Europa e dell’Italia in uno scenario internazionale sempre più competitivo.
Provare a ragionare, ostinarsi ad unire e non a dividere, buttare acqua sul fuoco appena si manifesta una scintilla, potrebbe sembrare un’impresa disperata quando si è circondati da persone o nazioni (alleate da 76 anni) che si comportano più da tifosi di squadre avversarie che…
— Guido Crosetto (@GuidoCrosetto) January 17, 2026
L’appello alla responsabilità tra alleati
In un secondo messaggio pubblicato su X, il ministro ribadisce la sua linea: «Provare a ragionare, ostinarsi ad unire e non a dividere, buttare acqua sul fuoco appena si manifesta una scintilla, potrebbe sembrare un’impresa disperata». Un dovere, però, che Crosetto considera imprescindibile, anche quando si è circondati da «nazioni alleate da 76 anni che si comportano più da tifosi di squadre avversarie che da alleati uniti da comuni valori».
«È doveroso farlo – conclude il ministro della Difesa – si chiama responsabilità». Un messaggio che segna una presa di posizione netta nel confronto interno alla maggioranza e che si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulle mosse di Washington e sul dossier Groenlandia.


