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L’ex ministro Kyenge nella bufera: la notizia è appena arrivata, esplode il caso

Pubblicato: 23/01/2026 10:54

Una coppia di anziani di Padova si è ritrovata improvvisamente senza medico di base, sollevando interrogativi sul rispetto delle procedure e sulla tutela dei pazienti fragili. L’episodio, secondo quanto riporta Il Giornale, risale alla scorsa settimana ed è stato reso pubblico da Anna Indiani, prossima agli 87 anni, che insieme al marito Giorgio Maragno, di 88, ha ricevuto la comunicazione di interruzione dell’assistenza sanitaria. Il caso ha assunto particolare rilevanza anche per l’identità della professionista coinvolta: il medico di medicina generale è infatti Cécile Kyenge, ex ministra dell’Integrazione ed ex europarlamentare del Partito democratico.
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Secondo quanto riferito dalla donna, la decisione sarebbe arrivata in modo improvviso e senza un confronto preventivo diretto, lasciando la coppia in una situazione di forte difficoltà, anche alla luce delle condizioni di salute dell’uomo.
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La comunicazione di interruzione dell’assistenza

La scelta della dottoressa Cécile Kyenge sarebbe stata formalizzata attraverso una lettera inviata alla figlia della signora Indiani. Nel testo, la professionista avrebbe spiegato che, per scelte personali di riduzione degli utenti e per aver superato il numero di pazienti fragili da seguire, non avrebbe più potuto garantire la propria assistenza alla coppia.

Anna Indiani riferisce che la motivazione fornita sarebbe stata legata proprio alla loro condizione: «Mi ha detto che eravamo troppo fragili e che non ci avrebbe più seguito». Alla coppia sarebbe stato chiesto di individuare un nuovo medico di medicina generale entro sette giorni, un termine che, secondo quanto emerso, risulterebbe inferiore ai quattordici giorni di preavviso previsti dalla normativa vigente.

Un rapporto medico-paziente durato due anni

Il rapporto tra la coppia e la dottoressa Kyenge durava da circa due anni. Secondo la ricostruzione fornita dalla donna, non vi sarebbero mai stati screzi o conflitti, né con lei né con le figlie. Fin dall’inizio, proprio le figlie si erano occupate della gestione dei contatti con il medico e dell’invio della documentazione sanitaria.

La signora Indiani ha spiegato che, a causa dell’età avanzata, lei e il marito non hanno particolare dimestichezza con gli strumenti digitali: per questo motivo, l’invio di e-mail, referti e pdf relativi a visite ed esami era stato affidato alle figlie, una modalità che, a suo dire, non aveva mai creato problemi nel corso del tempo.

Le condizioni di salute e la fragilità dei pazienti

A rendere la situazione particolarmente delicata sono le condizioni di salute del marito, descritte dalla donna come gravi. L’88enne è reduce da una polmonite severa, che ha richiesto un ricovero ospedaliero di oltre due settimane, e presenta altre patologie importanti. Proprio per questo, il ruolo del medico di base viene definito dalla coppia come fondamentale e insostituibile.

In passato, proprio in ragione di questa fragilità, la dottoressa Kyenge avrebbe effettuato diverse visite domiciliari, soprattutto per monitorare lo stato di salute dell’uomo. Un elemento che, secondo la signora Indiani, rende ancora più difficile comprendere la decisione improvvisa di interrompere l’assistenza.

Le verifiche di Ulss e Ordine dei medici

Della vicenda sono stati informati i responsabili dell’Ulss 6 Euganea, che hanno avviato le verifiche del caso e le procedure necessarie per garantire continuità assistenziale alla coppia. Parallelamente, anche l’Ordine dei medici ha aperto un’indagine per chiarire se siano state rispettate le regole previste e valutare eventuali profili di criticità.

Il caso di Padova riaccende così l’attenzione sul tema della gestione dei pazienti fragili, sul rapporto tra medico e assistito e sulle modalità con cui possono essere interrotte le cure, soprattutto quando coinvolgono persone anziane e con gravi problemi di salute.

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Ultimo Aggiornamento: 23/01/2026 11:21

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