
Ad Anguillara Sabazia la storia di Federica Torzullo continua a scuotere: non solo per la tragedia in sé, ma per un tassello che, oggi, pesa come un macigno. È la sparizione del suo pc, uno strumento fondamentale per la vita quotidiana e per il lavoro, che non risulta più in casa.
In un caso dove ogni oggetto racconta qualcosa, un dispositivo che manca diventa una domanda aperta. E per gli investigatori quella domanda può trasformarsi in svolta: il pc scomparso potrebbe custodire tracce utili a chiarire cosa è successo davvero, e soprattutto cosa è accaduto dopo.
Omicidio Torzullo, perché il pc conta più di quanto sembri
Il punto, spiegano le verifiche in corso, è semplice: un computer non è solo un oggetto. Dentro può esserci una vita intera fatta di email, file, accessi, cronologie, comunicazioni. Nel caso di Federica, quel pc era legato anche alla sua attività professionale, quindi la sua assenza risulta ancora più “strana” agli occhi di chi indaga.
Ed è qui che l’attenzione si concentra: capire che fine abbia fatto, se sia stato spostato, distrutto o nascosto, e soprattutto se qualcuno lo abbia usato. Un tema che si intreccia con altri dettagli già emersi nel fascicolo.
Anguillara, le indagini e i sospetti che restano sul tavolo
Parallelamente, le indagini sull’omicidio di Federica proseguono. I carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia sono tornati ad Anguillara Sabazia per sopralluoghi mirati: al centro c’è la villetta di via Costantino, dove si cerca ancora l’arma del delitto, mai ritrovata nel canale lungo la Braccianense indicato da Claudio Carlomagno.
Verranno repertati e fotografati oggetti presenti in casa, compresi i detersivi, e sarà analizzato anche il sistema di car play del veicolo del 44enne. Le verifiche si estendono alla ditta del padre, dove il corpo di Federica è stato ritrovato, e potrebbero includere anche la società di smistamento rifiuti in cui l’uomo è entrato la mattina del 9 gennaio.
Il telefono, il messaggio e la pista del dispositivo sparito
Il “giallo” del computer si lega a un altro elemento già noto: secondo quanto ricostruito, l’indagato era riuscito a sbloccare il cellulare della moglie e a inviare un messaggio alla suocera fingendosi lei. Un dettaglio che, per gli inquirenti, rafforza l’idea che la gestione dei dispositivi sia stata parte centrale di ciò che è accaduto.
Non è escluso, infatti, che proprio nel percorso successivo al delitto qualcuno abbia cercato di cancellare, spostare o controllare informazioni. Ed è in questo contesto che la scomparsa del pc diventa uno snodo cruciale, più di un semplice oggetto mancante.
Le due ipotesi della procura su complice e premeditazione
Secondo il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori, le ipotesi principali restano due e, al momento, camminano affiancate: un possibile complice nelle fasi successive all’omicidio oppure una premeditazione. Nessuna delle due piste è stata esclusa.
Il computer potrebbe aiutare a “cristallizzare” una di queste ipotesi: se emergessero accessi, spostamenti o attività compatibili con un’azione pianificata, o con l’intervento di terzi. È per questo che le ricerche non si fermano e che ogni sopralluogo viene trattato come un passo decisivo.

Omicidio Anguillara: indagini e ipotesi della procura
Intanto, mentre gli accertamenti tecnici vanno avanti, la vicenda continua a lasciare dietro di sé dolore e tensione. La Procura di Civitavecchia ha aperto due fascicoli distinti: uno per l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Federica, con il marito indagato; un secondo per istigazione al suicidio contro ignoti, collegato alla morte dei suoi genitori.
In questo filone potrebbe confluire anche una denuncia annunciata dall’avvocato Gaetano Scalise, legale di Davide Carlomagno, che valuta di segnalare i commenti d’odio comparsi sui social e le pressioni emerse nel contesto del paese.

Il pc scomparso e il dettaglio che può cambiare tutto
Per ora, il punto resta uno: trovare risposte verificabili. E, in questa fase, la ricerca del pc scomparso è molto più di un dettaglio tecnico: è una possibile chiave per leggere azioni, tempi e responsabilità.
Se e quando quel dispositivo verrà individuato, potrebbe chiarire un passaggio decisivo della ricostruzione. Fino ad allora, l’assenza del computer resta una presenza ingombrante nel cuore dell’inchiesta.


