
In un panorama geopolitico infuocato, che spazia dalla cattura di Maduro alle tensioni in Groenlandia fino alle minacce di Trump, la politica italiana sembra trovare un inaspettato punto di equilibrio. Secondo le ultime rilevazioni Ipsos, Fratelli d’Italia vola al 29,4%, segnando il miglior risultato dell’anno e superando persino i dati delle ultime Politiche ed Europee. Questo balzo in avanti premia la strategia della premier Giorgia Meloni, capace di mantenere una “special relationship” con l’amministrazione USA pur non risparmiando “esplicite critiche verso il presidente Usa” su temi sensibili come la Groenlandia o l’Afghanistan.
Il dinamismo internazionale non premia solo la presidenza del Consiglio, ma muove sensibilmente anche i rapporti di forza all’interno della maggioranza. Forza Italia sale all’8,7%, staccando la Lega che resta ferma all’8%. La crescita azzurra è trainata dalla visibilità di Antonio Tajani, sia per le posizioni assunte sui dossier mediorientali sia per la solidità interna al partito, recentemente ribadita da eventi che hanno visto dialogare formazioni diverse. Di contro, il Carroccio tocca uno dei valori minimi dell’ultimo anno, non beneficiando, almeno per ora, delle turbolenze interne legate alle ipotesi di scissione.
Le opposizioni e il fattore Referendum sulla Giustizia
Sul fronte opposto, il Partito Democratico mostra segni di vitalità salendo al 21,8%, traendo linfa dal crescente impegno nella campagna per il referendum sulla Giustizia, un tema che sta entrando nel vivo con toni sempre più accesi. Il Movimento 5 Stelle si conferma invece terza forza nazionale al 13,3%, con un Giuseppe Conte che vede crescere il proprio gradimento personale di ben tre punti. Parallelamente, si registra il calo di Azione (2,3%), penalizzata probabilmente dall’eccessiva vicinanza a Forza Italia che sembra aver scontentato la base elettorale più critica verso il governo.
Nonostante le critiche per la presunta “eccessiva vicinanza a Trump”, il gradimento per l’esecutivo sale a 43 punti, mentre quello della premier tocca quota 44. È evidente come il posizionamento internazionale, unito alla gestione di dossier interni delicati come il pacchetto sicurezza o il ddl stupri, stia consolidando l’orientamento degli elettori. In sostanza, “gli indicatori del partito della premier tengono”, dimostrando che le turbolenze globali, anziché indebolire la leadership nazionale, ne stanno rafforzando la percezione di stabilità agli occhi di un elettorato che guarda con attenzione ai nuovi equilibri mondiali.


