
Bandiera italiana ed europea a mezz’asta alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica nel Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata-istriano. La cerimonia del 10 febbraio si è svolta nell’Aula di Montecitorio alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei presidenti delle Camere Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
L’ingresso del capo dello Stato è stato accolto da un lungo applauso, seguito dall’esecuzione dell’Inno di Mameli e dagli interventi istituzionali di apertura.
Mattarella: «Rinnovare la memoria delle sofferenze»
Nel suo discorso, il presidente Mattarella ha definito la Giornata del Ricordo un’«occasione solenne» che invita a riflettere su «pagine buie del nostro passato», per conservare e rinnovare la memoria delle sofferenze degli italiani d’Istria, di Fiume e della Dalmazia.
Il capo dello Stato ha ricordato come quella regione, storicamente caratterizzata dalla convivenza di comunità italiane, slave, tedesche e di altre provenienze, sia stata travolta dalla violenza in un periodo tragicamente tormentato della storia europea. «La guerra porta sempre con sé conseguenze terribili: lutto, dolore, devastazione», ha sottolineato, richiamando anche la lezione sanguinosa della Prima guerra mondiale, che non riuscì a impedire nuove tragedie.
Meloni: «Guardare in faccia la verità»
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo anche attraverso un messaggio diffuso sui social, ha parlato di una «pagina dolorosa della nostra storia» che per decenni sarebbe stata segnata da una «imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza».
Secondo la premier, la Nazione non deve avere paura di «guardare in faccia quella verità», respingendo ogni tentativo negazionista o riduzionista. «Il ricordo non è rancore, ma giustizia», ha affermato, definendolo il fondamento di una memoria condivisa capace di rafforzare la comunità nazionale.
Fontana e La Russa: «Dovere delle istituzioni»
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ricordato che il Giorno del Ricordo è dedicato ai «martiri delle foibe» e a quanti vissero il dramma dell’esodo, sottolineando come onorare le vittime e il dolore delle loro famiglie sia un dovere delle istituzioni.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha richiamato la legge 92 del 30 marzo 2004, approvata quasi all’unanimità dal Parlamento, che ha istituito ufficialmente la ricorrenza. Una data, ha detto, che ha segnato uno spartiacque rispetto ai decenni precedenti, durante i quali la sofferenza di migliaia di italiani sarebbe stata sistematicamente occultata o negata.
Le iniziative del governo
Nel suo intervento conclusivo, Meloni ha ribadito l’impegno dell’esecutivo a mantenere viva la memoria, citando tra le iniziative promosse anche quest’anno il “Treno del Ricordo”, che attraverserà l’Italia ripercorrendo idealmente il viaggio degli esuli.
«Abbiamo ricevuto un testimone e non intendiamo farlo cadere», ha dichiarato la premier, sottolineando che la storia delle foibe e dell’esodo non riguarda solo una parte del Paese, ma l’Italia intera.


