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“Si deve dimettere”. Paragone, il duro attacco a Petrecca dopo la gaffe olimpica: parole di fuoco

Pubblicato: 10/02/2026 16:25

Il vero nodo che attraversa la Rai è indicato senza giri di parole nel duro intervento di Gianluigi Paragone, ospite del programma Omnibus su La7. Al centro delle sue critiche c’è il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, accusato di aver mostrato gravi carenze professionali.

Secondo Paragone, la gestione di Petrecca sarebbe segnata da una “sciatteria impressionante”, accompagnata da un atteggiamento di superbia che avrebbe inciso negativamente sulla qualità del servizio pubblico offerto dall’azienda di viale Mazzini.

L’episodio simbolo riguarda la telecronaca dell’inaugurazione delle Olimpiadi, affrontata – sempre secondo Paragone – senza un’adeguata preparazione. Una scelta che avrebbe messo in luce tutta l’inadeguatezza del direttore di Rai Sport in un contesto di massimo rilievo internazionale.

“Così vale tutto”, è il senso della critica: andare in onda senza conoscere a fondo atleti e contesto rappresenterebbe una mancanza grave per chi ricopre un ruolo apicale nel servizio pubblico radiotelevisivo.

Da qui la richiesta netta di dimissioni. Paragone invita l’azienda a chiedere formalmente a Petrecca di “mettere le dimissioni sul tavolo”, sottolineando come una simile decisione sarebbe necessaria per tutelare la credibilità della Rai.

L’appello è rivolto anche agli esponenti del centrodestra, tradizionalmente più vicini agli attuali equilibri aziendali. Secondo Paragone, una presa di distanza renderebbe “più bella figura” a chi oggi sostiene l’attuale governance.

gianluigi paragone primo piano

Se Petrecca dovesse restare al suo posto, avverte Paragone, i vertici Rai finirebbero per apparire “della stessa pasta”, condividendo implicitamente responsabilità e giudizi negativi sulla gestione.

Nel mirino finisce anche il rispetto delle regole interne: i direttori, ricorda Paragone, non possono condurre senza una specifica delega. Un dettaglio regolamentare che aggraverebbe ulteriormente la posizione del direttore di Rai Sport.

La conclusione è tagliente e provocatoria: un direttore che non conosce gli atleti è “una figura pazzesca”. Meglio, chiosa Paragone, “stare a casa” o dirigere Rai Yoyo, mantenendo lo stipendio ma evitando di danneggiare l’immagine dello sport in Rai.

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Ultimo Aggiornamento: 10/02/2026 16:26

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