
Fratelli d’Italia lancia una petizione per chiedere alle Nazioni Unite di revocare l’incarico a Francesca Albanese, relatrice speciale Onu sui territori palestinesi occupati. L’iniziativa è stata annunciata sui social dal partito della premier Giorgia Meloni, che accusa Albanese di aver “superato ogni limite” e di essere diventata motivo di imbarazzo.
La petizione di FdI per chiedere le dimissioni di Francesca Albanese
Nella pagina dedicata alla raccolta firme si legge che le recenti dichiarazioni pubbliche della relatrice dimostrerebbero una “palese incompatibilità” con la neutralità richiesta dal mandato Onu.
Secondo Fratelli d’Italia, le sue parole avrebbero minato la credibilità delle Nazioni Unite, alimentando polemiche e divisioni invece di favorire dialogo e pace. Il partito sostiene che un incarico di tale rilievo non possa essere ricoperto da chi promuove, a suo avviso, una visione parziale e divisiva.
Le richieste di dimissioni in Europa
La posizione di FdI arriva dopo che Austria, Francia e Germania hanno chiesto le dimissioni di Albanese, accusandola di aver utilizzato espressioni ritenute offensive nei confronti dello Stato di Israele. Alla richiesta si è aggiunta anche la Repubblica Ceca.
Albanese ha respinto le accuse, affermando che le sue parole sarebbero state estrapolate dal contesto e negando di aver definito Israele o altri Paesi “nemici dell’umanità”.
La replica di Albanese
In un post pubblicato su X, la relatrice Onu ha reagito alle pressioni parlando di una “menzogna smascherata” e accusando alcuni governi di attaccare il messaggero anziché affrontare il merito delle questioni sollevate. Ha evocato un clima da “Inquisizione”, sostenendo che si starebbero cercando frasi fuori contesto per giustificare le richieste di rimozione.
I am glad to see the UN human rights system defending my mandate. https://t.co/B05U6K8Bkh
— Francesca Albanese, UN Special Rapporteur oPt (@FranceskAlbs) February 13, 2026
A sostegno di Albanese è intervenuto anche Balakrishnan Rajagopal, relatore speciale Onu sul diritto a un alloggio adeguato, che ha criticato le pressioni di alcuni Stati europei definendole ingiustificate.
La vicenda apre un nuovo fronte politico e diplomatico, intrecciando il dibattito internazionale sul conflitto israelo-palestinese con il ruolo e l’autonomia dei relatori speciali delle Nazioni Unite.


