imane fadil in primo piano e marysthell polanco

Quando la notizia della morte di Imane Fadil, ricoverata all’Humanitas di Rozzano da gennaio, è giunta lo scorso 15 marzo, una sua amica con cui ha condiviso l’esperienza del “bunga-bunga“, si trovava in aula e non poteva immaginare che fosse deceduta. Si tratta di Marysthell Polanco, una delle ragazze di Arcore, chiamata presso la Procura di Milano per un interrogatorio. Come riporta Il Fatto Quotidiano, non è passata inosservata ai due pm presenti in aula la sospetta reazione della dominicana.

Imane Fadil, la reazione dell’amica Polanco

Non è ancora stata messa a punto una perizia che riporti in chiaro le cause della morte di Imane Fadil, la 34enne di origini marocchine deceduta lo scorso 15 marzo in circostanze particolarmente sospette all’Humanitas di Rozzano. Imane Fadil come altre ragazze, era tra le super testimoni del processo Ruby Ter che indaga su quelle controverse “cene eleganti” che avrebbero avuto luogo nel 2010 ad Arcore, dimora dell’allora Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi. L’amica di Fadil, Marysthell Polanco – nome d’arte di Maria Esther Molteni – si trovava in aula per un interrogatorio quando i pm le comunicano la morte dell’amica nonché teste chiave, come lei. La reazione singolare, come si legge su Il Fatto Quotidiano, lascia adito a plurimi sospetti: “No! Il polonio“, ha esclamato la ragazza in aula all’improvviso, in preda al panico.

Ancora un indizio che spinge verso l’avvelenamento

Una risposta disattesa che lascia intendere più interpretazioni. Per quale motivo, senza sapere che tra le cause della morte di Fadil potesse essere l’avvelenamento per sostanze radioattive, la Polanco avrebbe dovuto citare un veleno?. “Lo sapevo che dobbiamo stare attente – avrebbe continuato sempre la Polanco in Procura – Mi hanno detto che ci sono veleni che ti permettono di uccidere senza che tu ti accorga…“. Da queste citazioni ne traspare una velata e sospetta consapevolezza da parte della ragazza che la sua amica non è morta per caso, ma deceduta per mano di qualcuno che, oltretutto, forse le aveva anche avvertite di questo.

primo piando di imane fadil
Imane Fadil, la 34enne di origini marocchine morta in circostanze sospette il primo marzo all’Humanitas di Rozzano

In attesa di ulteriori esami medici

Intanto si attendono i risultati di ulteriori analisi effettuate sul corpo di Imane Fadil. La causa della morte, come detto, non è ancora affatto certa e permangono aperte tutte le piste: dal decesso dovuto ad una rara malattia ancora non individuata all’omicidio volontario per avvelenamento. Una pista messa in discussione dalle specifiche analisi fatte sui tessuti di alcuni organi interni della ragazza come il fegato e i reni, ove non è stata riscontrata la presenza di sostanze radioattive, le medesime però che erano state invece riscontrate in quantità rilevanti nelle urine.

*immagine in alto: a destra, fonte/Ansa. A sinistra fonte/Facebook Marysthell La Polanko