Franco Di Mare conduce Frontiere

Il volto storico di Uno Mattina, Franco di Mare, è pronto a tornare: dopo aver lasciato la conduzione del programma e aver iniziato l’incarico da vicedirettore di Rai 1, il giornalista napoletano torna con uno speciale d’inchiesta sulla tragedia di Corinaldo.

Frontiere debutta il 23 settembre in seconda serata

Dal 10 giugno 2019 Franco Di Mare non è più alla guida di Uno Mattina: assieme a lui aveva lasciato anche Benedetta Rinaldi, nonostante la delusione dei fan. Tra i motivi dell’allontanamento dal popolare programma, c’è anche la nomina a videdirettore di Rai1 con delega ad Approfondimenti e Inchieste, aspetto che Franco Di Mare potrà ora esercitare nel suo nuovo programma: Frontiere.

Dal 23 settembre, infatti, debutta in seconda serata su Rai1 con un format di racconto-inchiesta, che ha l’obiettivo di ripercorrere i fatti di cronaca, anche internazionali, più complessi.
Frontiere andrà in onda per 12 puntate, a partire dalle 23.40.

La prima puntata è uno speciale sulla tragedia di Corinaldo

Frontiere partirà subito con uno speciale molto sentito: la prima puntata è dedicata alla tragedia di Corinaldo, dove nella notte tra il 7 e l’8 dicembre scorso 6 persone sono morte a seguito della calca causata dall’uso di spray urticante all’interno della discoteca Lanterna Azzurra.

La vicenda non cessa di sollevare clamore e indignazione, tra arresti e nuove notizie che riguardano Sfera Ebbasta e gli accusati. Un fatto di cronaca che, secondo Franco Di Mare e la direttrice di Rai 1 Teresa De Santis, merita ulteriori approfondimenti: “L’abbiamo fortemente voluta e preparata con accuratezza – ha dichiarato Di Mare presentando il programma – Ma senza indugiare sull’effetto morbosità perché occorre portare rispetto: per non dimenticare, le sei giovani vite stroncate in discoteca, le ferite incancellabili di centinaia di ragazzini.”

Frontiere mostrerà filmati inediti e nuove testimonianze

Per approfondire il tema, Frontiere si avvarrà anche dell’uso di filmati inediti appena desecretati dalla Procura e di testimonianze di chi quella vicenda l’ha tragicamente vissuta sulla propria pelle, come Gemma, la 12enne che si è salvata grazie al sacrificio della madre Eleonora Girolimini.

Il tutto senza spettacolarizzazione: “Abbiamo volutamente – spiega De Santis – ridotto la spettacolarità legata alla cronaca nera. Non sono una fan dello “splatter”. La nostra modalità di racconto prevede un fortissimo rispetto verso le vittime e verso le storie.

Non alimentiamo dubbi sulla veridicità.

“Non è un talk show”. Nelle altre puntate MeToo e Muro di Berlino

Riguardo alle modalità di conduzione, Franco Di Mare ha dichiarato che “Io farò da Caronte o da Cicerone. Ci sarò solo io in studio. Non è un talk show ma è un racconto. Proviamo a dipanare il filo ingarbugliato della matassa che è la cronaca“. Delle 12 puntate in programma, sono già stati resi noti altri due temi in agenda: un approfondimento sul MeToo, uno speciale dedicato al Muro di Berlino (presumibilmente attorno al 9 novembre) e uno dedicato alla classe media.