bandierina europea in mano a una donna nella folla

Il Coronavirus in Europa non è più un problema solo dell’Italia, come non lo è mai stato.

Se in un primo momento gli occhi di politici, popoli e media del mondo erano fissati su Giuseppe Conte che da Palazzo Chigi prima dichiarava zona rossa parti dell’Italia per poi estenderla a tutta la nazione, chiudendo da prima solo alcune attività lasciando poi aperti solamente i servizi essenziali, ora ogni Stato guarda entro i propri confini nazionali.

L’Europa chiude i propri confini?

L’Europa è una babele in cui tutti parlano una lingua diversa fuorché il Coronavirus che non conosce confini, non conosce colore né linguaggio.

Ora non è più la sola Italia ma l’Europa a chiudere i propri confini e sulla falsariga del fuggifuggi di sabato scorso che ha messo a soqquadro la stazione centrale di Milano, presa di mira dall’irresponsabile e angosciato egoismo di migliaia di persone in cerca di un treno sul quale scappare via dal contagio, lo stesso accade nella stazione di Parigi.

Alle 17 un consiglio europeo straordinario

Ci saranno tutti e 27 i capi di Stato e di governo quest’oggi, alle 17, alla videoconferenza del Consiglio Europeo.

Una riunione straordinaria cui tema sarà quella che è risultava essere, fino a pochi giorni fa, una contingibile pandemia da Coronavirus, oggi quanto mai reale e preoccupante.

Monito di quelle che potrebbero essere le misure di sicurezza prese in considerazione dall’Europa potrebbe essere, e lo sarà fortemente, l’azione italiana. La zona rossa ha ora il sapore di red-zone, internazionale e quanto mai europea.

Verso l’isolamento dell’area Schengen

L’UE sembra infatti preparasi verso quella che potrebbe essere la chiusura dell’aerea Schengen: la mera chiusura, per restrizione, di quelli che sono i confini dell’Europa entro la quale, si ipotizza per 30 giorni, potrebbe non entrare più nessuno a patto che non si parli di “essenzialità“.

Provvedimenti ancora in via di definizione ma già caldeggiati dal presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “Lo facciamo per non far ulteriormente diffondere il virus dentro e fuori il continente e per non avere potenziali ulteriori pazienti che pensano sul sistema sanitario Ue“. Una riformulazione che potrebbe così scongiurare l’ipotesi che gli Stati dell’Ue si chiudano gli uni agli altri, parlando dunque di zona rossa dal respiro europeo e non più nazionale.

Parigi come Milano, si scappa a bordo “dell’ultimo treno”

La lotta alla diffusione del Coronavirus non è mai stata una battaglia solamente cinese, solamente italiana e diventata ora spagnola, francese. Il Coronavirus si è presentato fin da subito potenzialmente più forte di qualsiasi confine, capace di valicare le linee laddove il pensiero troppo spesso, limita.

E per il Covid-19, tutto il mondo è tristemente Paese: certo non sono sorprendenti, per l’Italia, le immagini che arrivano in queste ore da Parigi, la capitale francese le cui stazioni sono state prese d’assalto ricalcando quanto già accaduto nelle stazioni di Milano e più in generale di quelle prime 14 regioni off-limits la settimana scorsa.

La stessa identica fuga, “l’ultima possibile” per molti cittadini francesi prima che entri in vigore la restrizione del governo di Macron.

Un fuggifuggi spericolato, incosciente e guidato dal panico perché di pari passo al Covid-19, ci insegnano i mala tempora currunt, anche l’egoismo e la disinformazione non conoscono frontiere.

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