Un'anziana con la badante

In tempo di Coronavirus gli italiani hanno dovuto affrontare, oltre all’emergenza sanitaria, anche una serie di interrogativi dovuti all’alternanza di decreti, misure restrittive, e anche alle nuove disposizioni dei bonus ai lavoratori. Ecco il punto della situazione su uno dei tanti argomenti di interesse pubblico, ossia il rapporto con baby sitter, colf e badanti.

Come regolarsi con i lavoratori domestici

Famiglie e collaboratori domestici possono trovare un accordo, preferibilmente scritto, sulla continuazione, la riduzione o la sospensione del rapporto di lavoro durante il periodo d’emergenza, facendo eventualmente ricorso alle ferie, come consigliato dall’Assindtatcolf, Associazione Sindacale Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, che ha ideato un format per rispondere alle domande tramite dirette Facebook.

I casi di licenziamento e convivenza

Per quanto riguarda il licenziamento, Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, risponde: “Si ritiene possibile il ricorso al licenziamento – si legge su Il Sole 24 OreCon l’interruzione del rapporto di lavoro la colf potrà percepire l’indennità di disoccupazione Naspi, ma deve trattarsi di un’estrema ratio“. Nel blocco dei licenziamenti previsto dal Decreto Legge 17 marzo 2020 non rientrano infatti i lavoratori domestici.



In caso di convivenza, non si può impedire al lavoratore di uscire in quanto si andrebbe a ledere la libertà della persona, ma va da sé che tutti debbano seguire le misure restrittive indicate dal Governo. Quando, ad esempio, il lavoratore si reca a comprare beni di prima necessità deve portare con sé l’autocertificazione, una comprovata esigenza di spostamento e le generalità del proprio datore. Se il lavoratore domestico decide di sospendere il rapporto di lavoro, senza però ricorrere alle ferie, può richiedere permessi non retribuiti.

Contributi e contratti per colf, badanti e baby sitter

Nessun ammortizzatore sociale, quale ad esempio la Cassa integrazione, per questa categoria. Si prevede però l’accesso al Fondo per il reddito di ultima istanza, secondo il quale vengono fornite misure di sostegno al reddito a quei lavoratori che hanno cessato, ridotto o sospeso l’attività per l’emergenza Covid-19. Al momento, non è previsto un rimborso neanche per le famiglie che continuano a pagare il lavoro domestico, ma il pagamento dei contributi è rinviato al 31 maggio. Inoltre, “I datori di lavoro potranno posticipare i versamenti al mese di giugno dei contributi per i quali l’INPS ha già inviato i bollettini da pagare entro il 10 aprile“, si legge su Il Sole 24 Ore.

La necessità di mettere in regole le categorie

Nel caso di domestici irregolari: “Ora più che mai è il momento di mettere in regola colf, badanti e baby sitter. La maggior parte dei lavoratori domestici sono, infatti, in una condizione di irregolarità – riporta Il Sole 24 Ore citando Assindatcolf Ora, però, che per muoversi sul territorio nazionale serve un’autocertificazione la famiglia datrice che ha il domestico in ‘nero’ rischia molto“.

Anche Gasparrini di Domina lancia un appello: “Stiamo chiedendo alle famiglie di non licenziare i lavoratori – si legge su Il Sole 24 Oreper evitare di lasciarli in una situazione di povertà assoluta in questo momento di emergenza nazionale. Tuttavia le famiglie datori di lavoro dovrebbero avere la stessa attenzione delle altre imprese“.

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