Matteo Salvini e Giorgia Meloni

Nelle ultime ore il dibattito politico in Italia si è infiammato. C’entra l’emergenza Coronavirus, ovviamente, ma in questo caso di riflesso. Sotto l’occhio del ciclone sono finite le misure che si stanno valutando in Europa per superare la crisi insieme, come Unione. Solo ieri l’Eurogruppo è arrivato ad un accordo, ma i duri attacchi di Salvini e della Meloni hanno scatenato una pesante reazione del premier Conte.

L’Eurogruppo e l’accordo sul Mes senza condizionalità

Un passo indietro per capire la vicenda: nella riunione dell’Eurogruppo tra Ministri delle Finanze, si è arrivati ad un accordo sulle possibili strategie per contrastare la pesante crisi da Covid-19.

Nello stesso, non vengono ancora approvati i Corona o Eurobond, ma si lavora all’ipotesi di un Mes (Fondo Salva Stati) particolare.

Nello specifico, nelle intenzioni raggiunte tra Ministri il Mes sarebbe senza condizionalità, quindi una linea di credito che però non è vincolata come al solito e lascerebbe liberi di sostenere le spese sanitarie necessarie. Un passo avanti che Conte però ha detto non essere sufficiente.

Conte ha ribadito: del Mes non c’è bisogno

Nella conferenza stampa di stasera, Conte si è complimentato per il lavoro svolto dal ministro Gualtieri, specificando però che quanto fatto non è ancora sufficiente.

Il Mes, ribadisce Conte, non è lo strumento giusto né quello che approverà l’Italia, che insiste invece sugli Eurobond, obbligazioni ripartite tra tutti gli Stati dell’UE e non sui singoli.

Il dibattito politico su questo tema andrà avanti nei prossimi giorni, ma la trattativa, secondo Conte, potrebbe essere resa ancora più difficoltosa da certe menzogne e falsità. Conte ha fatto nomi e cognomi: Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Li ha accusati di aver mentito sul Mes, avvelenando il dialogo politico, ribadendo che il Governo “lavora col favore delle tenebre“.

Ma cosa hanno detto i leader della Lega e di Fratelli d’Italia?

Cosa hanno detto Salvini e la Meloni sul Mes

Nelle ore che hanno preceduto la durissima replica di Conte (cui è ovviamente seguita una contro-risposta da parte dei 2 leader della destra), Salvini e la Meloni si erano espressi duramente sull’accordo raggiunto dall’Eurogruppo.

Matteo Salvini l’aveva descritta come una “Una drammatica Caporetto che ipoteca il futuro dell’Italia“; ha aggiunto poi che il Mes sarebbe “un prestito che dovrà essere restituito con gli interessi mettendo a garanzia il patrimonio, i risparmi e il futuro dei nostri figli“.

Non diverso il tono della Meloni, che ha apertamente parlato di “tradimento” dai suoi profili social. “Il governo si è sottomesso ai diktat di Germania e Olanda” è un’altra delle frasi apparse sui suoi profili ufficiali.

Post di Matteo Savini sul Mes
Post di Matteo Savini sul Mes

La verità dietro l’approvazione del Mes

Quello che ha fatto infuriare il premier Conte, però, non è tanto la contrarietà in sé al meccanismo del Mes (sulla quale, appunto, non concorda neppure lui), ma il modo in cui è stata presentata agli italiani.

Sui profili di Salvini e Meloni si leggono infatti a chiare lettere frasi come “Il Governo Conte approva il Mes“, quando nei fatti non è ciò che è avvenuto. Questo perché, allo stato attuale, quanto fatto finora è un accordo tra Ministri delle Finanze: l’iter per essere approvato è ancora molto lungo e, in ogni caso, Conte ha ribadito stasera il suo no secco al Mes.

Post di Giorgia Meloni sul Mes
Post di Giorgia Meloni sul Mes

Da qui il duro attacco di Conte, che ha parlato di menzogne, sottolineando inoltre come il Mes esista dal 2012 e che quindi non sia qualcosa creato o attivato dal suo Governo, ma uno strumento a disposizione da anni.

La bacchettata di Mentana a Conte

L’opinione pubblica ora si sta polarizzando: da un lato le reazioni di Salvini e Meloni che accusano il premier Conte di aver assunto toni da regime totalitario, dall’altra chi richiama i 2 leader sui toni utilizzati e l’effettiva e voluta distorsione di una certa narrativa dei fatti.

In tutto questo si inserisce anche Enrico Mentana, che a margine della conferenza stampa ha richiamato il premier, dicendo che se avesse saputo che Conte avrebbe sferrato un attacco diretto all’opposizione, non avrebbe trasmesso quel segmento.

Il clima, insomma, è teso. Motivo per cui ogni informazione va attentamente studiata e compresa, tramite un accurato vaglio delle fonti. Perché grida e insulti forse potranno distogliere dai contagi e i morti, ma non contribuiranno di certo a fermarli.

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