Cronaca

Coronavirus, Rezza sui rischi della fase 2: “Situazioni catastrofiche”

Il direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Giovanni Rezza, intervenuto a Omnibus mette in guardia il Governo su eventuali riaperture che potrebbero vanificare i sacrifici della fase 1 dell'emergenza Coronavirus
Giovanni Rezza

Giovanni Rezza, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità è stato ospite alla trasmissione Omnibus di La7. Nel corso della trasmissione si è discorso con Rezza sui parametri della tanto attesa fase 2 che prevede un allentamento delle misure di restrizione imposte dal governo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Un modus operandi che entrerà in vigore, con nuove regole a partire da un nuovo modulo di autocertificazione, dal prossimo 4 maggio.

L’intervento di Rezza si inserisce nella spinosa polemica di questi giorni che ha visto schierati in prima linea il leader del Lega, Matteo Salvini e la leader di Fratelli di Italia, Giorgia Meloni.

Entrambi, dopo l’ultima conferenza stampa di Giuseppe Conte, sono intervenuti sui social per appoggiare le ragioni degli imprenditori desiderosi di tornare a lavoro quanto prima come estetisti e parrucchieri che per tornare all’attivo dovranno aspettare l’inizio di giugno.

Ragioni prese in considerazione proprio in queste ore anche da Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto che ha deciso di “anticipare” la fase due.

La fase 2: riapertura controllata

Il Governo è stato chiaro: la strada per un ritorno alla normalità è da percorrere a piccoli passi e nella maniera più sicura possibile sì da evitare ondate di nuovi contagi, motivo per cui non ha ritenuto opportuno abbandonare le misure anti-contagio già vigenti con i precedenti DPCM.

Come già annunciato dal Premier Giuseppe Conte, dal 4 maggio in poi le misure anti-contagio si faranno un po’ meno restrittive. Il nuovo DPCM, infatti, oltre alla possibilità di far visita a congiunti all’interno della propria regione e un allentamento sul lockdown per quanto riguarda passeggiate e sport all’aria aperta, prevede la riapertura controllata di alcune attività.

Restano escluse invece attività meno indispensabili come quelle legate, ad esempio, ai settori dell’estetica. Insomma la linea del Governo sembra distante dall’ipotesi di una riapertura totale che rischierebbe di vanificare ogni sforzo portato avanti fino ad ora.

La posizione di Giovanni Rezza

Sembra d’accordo con questo approccio anche il Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’ISS Giovanni Rezza che intervenendo sull’ipotesi di un’apertura totale anticipa il pericolo di scenari catastrofici: “Il nemico non sono gli interventi, ma il virus.

Noi facciamo scenari e modelli matematici, da quelli peggiori ai migliori. Riaprendo tutto subito potremmo avere situazioni catastrofiche“.

Rotto il silenzio sul “documento segreto” in mano al governo

Nel programma di La7 Omnibus si è anche parlato di un presunto documento segreto, redatto da medici e scienziati, che avrebbe frenato il Governo ad agire a favore di una ripartenza più omogenea delle attività e delle aziende italiane.

Rezza su La7 dichiara di non essere a conoscenza di questo documento riservato: “Non mi risultano documenti segreti“.

Tuttavia l’epidemiologo sembra in linea con un approccio prudente e cauto, in materia di riaperture, che preveda una ripresa delle attività scandita da un calendario e scaglionata. In caso contrario, avverte, potremmo ritrovarci di fronte a una regressione che riporterebbe l’Italia alle stesse condizioni di 3 settimane fa. Proprio Rezza, a riguardo: “Questo è un virus insidioso, ad ogni riapertura si associa un rischio“.

Potrebbe interessarti