donna con mascherina fa la spesa

Il presidente Giuseppe Conte aveva annunciato durante la conferenza stampa che il decreto Aprile, diventato Maggio, sarebbe stato più corposo del precedente e così sembra essere. La prima bozza circolata, che dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri la prossima settimana, vede un aumento sostanzioso degli aiuti per chi non potrà riprendere a lavorare dopo il 4 maggio. Previsti anche il reddito d’emergenza e bonus per baby sitter, indispensabile per sostenere il lavoro femminile, più svantaggiato a causa del coronavirus.

Decreto Aprile: cosa prevede

Alcuni punti sono ancora al vaglio, ma sembra che le misure indicate nella bozza del decreto Aprile siano abbastanza definitive.

Questa sera è prevista una riunione tra il premier Conte e i ministri per un confronto proprio sulle novità contenute. Le misure urgenti per il rilancio dell’Italia, secondo un report del Centro Studi Parlamentari Nomos, sarebbero sostenute da una cifra di 55 miliardi di euro.

Aumento del bonus di 600 euro per gli autonomi

Tra le misure del decreto aprile sembra previsto un aumento del bonus per i lavoratori autonomi e indipendenti. Questo dovrebbe passare da 600 a 800-1000 euro.

Il bonus dovrebbe essere erogato automaticamente a chi lo aveva già chiesto a marzo. Potrebbe però cambiare la platea di riferimento con limiti di reddito sopra i 35mila euro.

Alle partite Iva non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie con una contrazione del reddito del 33% nel secondo bimestre 2020 sarebbe riconosciuto un bonus di 1000 euro, così come per i contratti co.co.co.

I lavoratori nel turismo

Per i lavoratori in somministrazione, impiegati in imprese utilizzatrici del settore del turismo, tra i più colpiti, e degli stabilimenti termali fino al primo gennaio 2019, il bonus rimane di 600 euro.

Per i dipendenti stagionali del settore che hanno cessato involontariamente la prestazione lavorativa tra il primo gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto Aprile, non titolari di pensione né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, è riconosciuta un’indennità di 1000 euro.

Per chi rimane invariato il bonus

Continueranno a percepire il bonus di 600 euro i lavoratori dipendenti e autonomi stagionali che a causa del coronavirus hanno cessato, ridotto o sospeso il loro rapporto di lavoro.

Questo se non stagionali del settore turistico, se lavoratori intermittenti, autonomi senza partite Iva e altre categorie di vendita.

Reddito di emergenza

Nel decreto Aprile dovrebbe essere istituito il Rem, o reddito d’emergenza, ipotesi a lungo ventilata. La scadenza per le domande per la misura di sostegno ai nuclei familiare dovrebbe essere a luglio.

I requisiti richiesti

Per fare richiesta del reddito d’emergenza varrebbero i seguenti criteri:

  • residenza in Italia
  • valore del reddito familiare, nel mese precedente la richiesta e in ciascuna mensilità che precede le erogazioni successive, inferiore ad una soglia pari all’ammontare del beneficio
  • valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di 10mila euro, accresciuta di 5mila euro per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di 20mila euro
  • valore ISEE inferiore a 15mila euro

A quanto ammonta il Rem

Il reddito d’emergenza dovrebbe riguardare una cifra tra i 400 e gli 800 euro. Si potrà richiedere con le stesse modalità del reddito di cittadinanza all’INPS e verrà erogato per 3 mesi. Il Rem potrà essere cumulato al reddito di cittadinanza, i cui requisiti d’accesso vengono ampliati.

Bonus baby sitter e lavoratori domestici

Per quanto riguarda il bonus per baby sitter, raddoppia fino a 1200 euro, che arrivano a 2mila per medici e infermieri.

Per colf e badanti con un contratto non superiore alle 20 ore settimanali è riconosciuta l’indennità mensile di 400 euro per aprile e per maggio.

Per i lavoratori domestici con contratti superiori alle 20 ore settimanali l’indennità è pari a 600 euro.

Congedi parentali

Dal 5 marzo al 30 settembre, i lavoratori dipendenti del settore privato avranno un congedo per i figli di età non superiore ai 12 anni con indennità pari al 50% della retribuzione. Detrazioni anche per le spese per centri estivi per i figli under 16 fino a 300 euro.

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