Viviana Parisi in studio di registrazione

Viviana Parisi era prima di tutto una mamma di 43 anni, come lei stessa ha più volte raccontato nei numerosi video condivisi con i fan, il suo bambino, il piccolo Gioele (di appena 4 anni) era il centro del suo mondo

Viviana Parisi e Gioele sono scomparsi lo scorso 3 agosto in circostanze ancora poco chiare agli inquirenti, l’unica certezza è nella prima dinamica, quel tamponamento che ha fatto si che Viviana scendesse dalla sua auto con suo figlio per poi sparire nel nulla, fino al ritrovamento dei suoi resti deturpati dall’ambiente e dalla fauna dei boschi della zona di Caronia (Messina).

Chi era Viviana Parisi? Che cosa le è successo quel 3 agosto, data presunta della morte? Ma soprattutto, dov’è Gioele?  Una vicenda dall’esito drammatico che ha raggelato la bollente estate italiana e che più si va avanti più si fa intricata. 

Chi era Viviana Parisi

Nata e cresciuta a Torino, Viviana Parisi era figlia di un autista GTT (azienda di trasporti del comune di Torino) ora in pensione. Dal 1999 faceva parte del mondo della musica come dj seguitissima nelle serate e sui social e, dopo un periodo di stop, era pronta a tornare con un nuovo pezzo inciso insieme al marito Daniele Mondello.

 

Viviana è stata la prima DJ donna di origine italiana a costruirsi un nome nel mondo della musica Hardstyle vantando anche rinomatissime collaborazioni con diversi artisti dell’ambiente, tra i quali il marito Daniele Mondello. Un rapporto di amore e forse odio con la musica, che lei stessa in un post ha definito “Una bara di cristallo”. 

L’amore per il figlio Gioele

Non solo la musica, anzi, si può dire che se fino a 4 anni fa essa era il suo grande amore e la sua passione, con la nascita di Gioele, arrivato dopo il matrimonio con Daniele Mondello celebrato nel 2012, tutto è cambiato.

Gioele è diventato il centro del suo mondo, protagonista di foto, video e racconti. Come in uno degli ultimi post in cui ha scritto: “Ecco il mio bambino con il suo papà che gioca (…) Lui fa parte di noi”

Un post di Viviana Parisi dedicato al figlio Gioele
Un post di Viviana Parisi dedicato al figlio Gioele

In un altro video, Viviana Parisi legge al figlio una lettera con la quale vuole condividere con lui la sua passione.

La musica, Gioele e Daniele, questo il mondo di Viviana Parisi fatto di luce ma anche, stando ai racconti della cognata e del padre, di oscurità. Viviana aveva dei disagi psichici che l’hanno portata ad essere curata con psicofarmaci, una depressione che a detta delle persone a lei vicine è stata alimentata dall’esperienza del lockdown da Covid-19.

…. È un oggetto importante che mi ha trasmesso tante emozioni che mi ha fatta sorridere e anche piangere, mi ha dato la possibilità di conoscere tante persone, di girare il mondo e cambiare anche me stessa, per me il vinile è importante perché fin da piccola le storie e le canzoncine le ascoltavo da li… Grazie a chi ha inventato la musica e chi ha intrapreso il percorso musicale di DiskJokey prima ancora di me e di tutti coloro che come me lo hanno fatto dopo ma che hanno avuto questa enorme fortuna ed esperienza.My love passion emotion by today in the early morning 🌞❤️🌻Thank you music, Thank you for all mu Life 🙏🌞

Pubblicato da Express Viviana su Giovedì 9 luglio 2020

“Voleva troppo bene al suo bambino”

Tra i tanti scenari passati a rassegna dagli inquirenti, che hanno aperto un fascicolo per omicidio volontario e sequestro di persona, spunta la peggiore delle ipotesi, ovvero quella dell’omicidio- suicidio.

Viviana Parisi, in preda a un momento di delirio, avrebbe ucciso il piccolo, seppellendolo nel bosco, per poi gettarsi dall’alto di un traliccio. Un’ipotesi che non convince la famiglia, sopratutto il padre, che all’AdnKronos ha raccontato: “L’ho sentita il giorno prima che scomparisse, aveva acquistato un materassino per il bambino ed era andata al distributore per farlo gonfiare. Non so cosa possa essere successo, ognuno di noi reagisce diversamente“.

E poi ancora: “Lei voleva troppo bene al suo bambino non se ne separava mai, era gelosa. Una volta è andata in Sardegna e l’ha lasciato a me: mi chiamava continuamente per sapere come stava.

 Daniele è anche una persona speciale e so che erano molto uniti“.

La scomparsa e la morte di Viviana Parisi 

Che cosa è successo quel pomeriggio del 3 agosto? Sulla vicenda i punti oscuri sono molti. Ciò che è certo è che quel giorno Viviana Parisi è partita da Venetico, a bordo della sua Opel, per andare a Milazzo, il figlio era con lei, stavano andando in un centro commerciale a comprare delle scarpe per Gioele. 

Sull’autostrada A20, Palermo Messina, alle 10.30 Viviana esce al casello di Sant’Agata di Militello senza pagare il pedaggio pur avendo i soldi (rinvenuti nella sua auto insieme ad altri effetti personali).

Un dettaglio questo, che ha permesso agli inquirenti di ricostruire un arco temporale, il casello malfunzionante ha comunque emesso il ticket, permettendo a Viviana di passare e poi rientrare in autostrada alle 10.52, un buco di 22 minuti che gli inquirenti stanno cercando di ricostruire.

L’incidente e la corsa nel bosco

Al suo rientro in auotostrada, l’auto di Viviana Parisi ha cominciato a sbandare finendo col tamponare un furgoncino di operai intenti a portare avanti un lavoro per l’Enel.

Il sinistro è avvenuto all’interno della galleria Pizzo Turdo, un luogo ad alto rischio, per questo motivo gli operai si sono immediatamente allontanati per allertare gli altri automobilisti. 

Al loro ritorno Viviana e Gioele non c’erano più, anche se qui si presenta il primo elemento discordante, gli operai diranno gli inquirenti che non c’era nessun bambino, mentre testimoni di cui si sono perse le tracce, diranno che una donna e un bambino si sono allontanati a piedi dall’auto. 

La fuga nel bosco

Stando a quanto ricostruito, nel mentre che gli operai si erano allontanati, Viviana Parisi, con il figlio in braccio, è arrivata a una piazzola di sosta, ed è scesa giù per la zona boschiva di Caronia.

Il suo percorso finirà a 200 metri di distanza vicino ad un traliccio dell’Enel dal quale è nata l’ipotesi che si sia arrampicata e poi gettata.

Ipotesi che però non ha trovato riscontri con i rilievi della scientifica che non ha trovato tracce. Eppure, i segni sul corpo non escludono alcuna pista e le fratture sembrano comunque corrispondere con una caduta dall’alto. 

L’ora del decesso

L’autopsia sul corpo di Viviana Parisi si è rivelata un vero rompicapo, niente ferite d’armi da fuoco o da taglio, solo fratture multiple compatibili con la caduta dall’alto, ma da dove?

L’altra domanda che ancora non ha risposta è l’ora del decesso, nonostante sia stato ricostruito l’arco temporale degli spostamenti, per il medico legale è stato pressoché impossibile capire l’ora del decesso (già stabilito al giorno stesso dell’incidente).

Per questo motivo è stato richiesto l’intervento di un esperto entomologo, Stefano Vanin, già noto per il suo lavoro nei casi di Yara Gambirasio e Melania Rea, per analizzare le larve e gli insetti sui resti, elementi essenziali per capire sia quando ma soprattutto dove è deceduta Viviana Parisi.

Dove sono i testimoni?

Un altro punto oscuro sta nella figura dei due testimoni che avrebbero soccorso Viviana Parisi e Gioele per poi dileguarsi. È grazie alle loro parole che gli inquirenti sanno che il bambino era con la madre; eppure quei testimoni non si sono mai fatti avanti, chi sono? Dove sono? Nonostante gli innumerevoli appelli del procuratore Angelo Cavallo sembrano essersi dileguati. 

Chiunque abbia visto qualcosa utile alle indagini parlie, in riferimento ai due testimoni misteriosi: “Hanno fatto un’opera meritoria a fermarsi per vedere se qualcuno avesse bisogno di essere soccorso. Adesso parlino con noi perché non sappiamo chi sono

“E’ strano che nonostante il clamore mediatico non si siano ancora presentati o non ci abbiano contattati.

Questa testimonianza è importante, per chiarire una volta per tutte se Gioele era con la madre o no” ha aggiunto. Ora però una nuova ipotesi si sta facendo largo, forse queste persone non esistono, ecco perché non si sono fatte avanti.

Qualcuno ha fatto del male a Viviana? 

È quello che i familiari di Viviana continuano a ripetere, rifiutando categoricamente l’ipotesi del suicidio. Quello che la famiglia proprio esclude a priori è che Viviana Parisi possa aver fatto male al suo bambino che ancora non si trova.

 

Dopo il ritrovamento dei resti di lei, identificati in poche ore solo grazie alla fede e agli abiti, di Gioele neanche l’ombra. Il piccolo non si trova I vigli del fuoco, i volontari e i militari non si danno per vinti e continuano a cercarlo senza sosta. 

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