Cambiamenti climatici devastano gli Usa: California, Oregon e Washington circondati dagli incendi

Dobbiamo prepararci ad un incidente mortale di massa”. Con queste parole terrificanti, un ufficiale del Dipartimento di Emergenza dell’Oregon commenta il disastro in corso sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Da settimane, violentissimi incendi stanno inghiottendo milioni di ettari fra le fiamme, distruggendo tutto ciò che incontrano sul loro cammino. La conta dei morti, al momento, è salita a 33 vittime, ma i dispersi e gli evacuati sono centinaia di migliaia. Anche per chi non è stato costretto all’evacuazione non sono tempi facili. L’elettricità è andata via in vastissime aree.

Grandi e piccole città sono avvolte da nubi tossiche di polveri e fumo. Immagini così spaventose che sembrano scene di qualche film apocalittico di Hollywood, ma qui non c’è finzione: purtroppo stavolta sono drammaticamente reali.

San Francisco apocalittica

Le immagini che arrivano dalla California, da Washington e dall’Oregon, gli Stati più colpiti, fanno venire la pelle d’oca. Incendi estesi hanno investito la West Coast, avvolgendo fra le fiamme qualsiasi cosa: migliaia le case ridotte in cenere e i cittadini costretti a scappare dalle proprie città. Sul web circolano diverse foto e video del Golden Gate Bridge di San Francisco circondato da un paesaggio infernale.

Come in Australia

Immagini che ricordano fin troppo bene quelle di circa un anno fa in Australia: una delle stagioni di incendi più devastanti della Storia. Nella terra dei canguri, le fiamme avevano bruciato per mesi, provocando la morte di oltre un miliardo di animali e distruggendo oltre 11 milioni di ettari di territorio. Allo stesso modo, le alte temperature, forti venti e la penuria di precipitazioni stanno favorendo il propagarsi degli incendi sulla costa americana.

Con conseguenze devastanti, in una Nazione già fortemente provata, più di ogni altra al mondo, dalla pandemia globale del coronavirus (6 milioni e mezzo di contagi, 193mila morti).  

I governatori: “Il cambiamento climatico sta accadendo ora”

Il governatore dello Stato di Washington, Jay Inslee, ha detto all’NBC: “Questo non è un atto di Dio. Questo sta accadendo perché abbiamo cambiato noi il clima”. In soli 5 giorni, ha precisato il governatore, la terra andata in fumo è così tanta da rappresentare la seconda peggior stagione di incendi di sempre nello Stato di Washington.

Sulla stessa linea il governatore californiano Gavin Newsom, che ha sottolineato quanto sia fondamentale oggi affrontare la sfida climatica. “Il cambiamento climatico non è qualcosa che accadrà in futuro. Sta accadendo ORA”, ha twittato il governatore. Idem per Andrew Cuomo, governatore di New York: “Questo è come appare il cambiamento climatico. La prova è di fronte a noi“.

Da parte del Presidente Trump è arrivato il ringraziamento per i 28mila pompieri scesi in campo per domare gli incendi. Trump, come già il Primo Ministro australiano Scott Morrison, non ha mai preso sul serio la lotta ai cambiamenti climatici e ha sempre minimizzato il problema, nonostante le evidenze scientifiche, arrivando anche ad abbandonare l’Accordo di Parigi.

Una sfida per la sopravvivenza

Eppure, ormai non dovremmo più stupirci, né dubitare. Ogni anno ci ritroviamo di fronte a queste catastrofi naturali, sempre più frequenti e devastanti. Ci disperiamo, ci chiediamo il perché e guardiamo il dito puntato invece della Luna. Migliaia di scienziati in tutto il mondo da decenni lanciano l’allarme, ma il loro è un grido largamente inascoltato. La scienza indica come causa primaria di tali indicibili disastri i cambiamenti climatici provocati dall’uomo. La progressiva distruzione dell’ambiente, con il nostro inquinamento, le nostre emissioni di CO2 che surriscaldano il pianeta, la nostra deforestazione: è da qui che siccità e temperature torride si aggravano e favoriscono il propagarsi di queste infernali lingue di fuoco.

È successo all’Australia, alla Siberia, alla Foresta Amazzonica, agli Stati Uniti: quanta Terra deve ancora bruciare prima che si inverta la rotta e si affronti l’emergenza climatica per quello che è davvero: una minaccia per la nostra stessa sopravvivenza?

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