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Archiviata la parentesi del ricovero per Covid-19, Gerry Scotti racconta la sua esperienza con il Coronavirus e cosa è successo quando si trovava in ospedale, impegnato nella battaglia contro l’infezione che, come noto, ha colpito anche diversi colleghi tra cui Carlo Conti. Il racconto del conduttore affonda l’occhio nella pagina più dura del suo percorso alle prese con il Sars-CoV-2, prima delle dimissioni di pochi giorni fa.

Gerry Scotti: il racconto dopo il ricovero per Covid

L’annuncio del suo ritorno a casa è stato accolto con immensa gioia da amici e fan, e oggi, finalmente alle spalle quel letto d’ospedale, Gerry Scotti ha scelto di dire la sua sull’esperienza del ricovero per Covid-19 all’Humanitas di Milano.

13 lunghi giorni di ospedalizzazione che ha sintetizzato ai microfoni di Deejay chiama Italia, descrivendo le sue condizioni ai colleghi Linus e Nicola Savino.

Inizialmente, le condizioni del conduttore hanno preoccupato quanti si sono imbattuti nella notizia di un suo trasferimento in terapia intensiva, poi smentita dall’ufficio stampa. Il cammino di risalita dai contraccolpi più pesanti del virus, però, non sarebbe stato affatto semplice.

Non è stata una passeggiata – ha rivelato a Deejay chiama Italia –.

Sono stato nell’anticamera dell’intensiva. E ho visto tutto. Ma sono qui, ancora vivo“. 

13 giorni di ospedale e il casco per la ventilazione

Nel suo racconto, Gerry Scotti ha descritto i suoi 13 giorni di ospedale e la fase più dura del. ricovero, ora che è guarito e il peggio è passato: “Sono talmente vivo e scalciante che mi hanno mandato a casa. Ho visto la storia vera del Coronavirus, quella con la C maiuscola…“.

In effetti, si sarebbe trovato a un passo dalla terapia intensiva: “Mi hanno dato una stanzetta che era a metà tra il reparto normale e l’intensiva.

Per non spaventarmi troppo l’hanno data a me ma c’era una porta di vetro e vedevo tutto ciò che accadeva in intensiva. Grazie a Dio mi sono bastate 36 ore lì. In quelle 36 ore ho rivisto tutto ciò che è stato, tutto ciò che è e penso tutto ciò che sarà“.

Durante le cure ospedaliere, Gerry Scotti è stato sottoposto al casco Cpap per la ventilazione non invasiva, uno degli strumenti ormai entrati a pieno titolo nella storia di tanti pazienti Covid.

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In un’altra intervista dopo il suo rientro a casa, stavolta al Corriere della Sera, il conduttore ha descritto anche la paura sperimentata in quei giorni di lotta contro il Covid: “Vedevo 24 persone intubate, scene da film di fantascienza. E pregavo per loro“.

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