Chiara Gualzetti: le ultime immagini prima dell'omicidio

12 minuti di spensieratezza, poi la fine. È il tempo dell’incontro tra Chiara Gualzetti e il suo assassino impresso nelle immagini registrate da una telecamera di videosorveglianza nei pressi della sua casa a Monteveglio, non lontano dal bosco in cui la 16enne sarebbe stata uccisa, trovata senza vita il 28 giugno scorso a quasi 24 ore dalla sua scomparsa. Fotogrammi che ricostruiscono gli ultimi istanti di vita della giovane insieme all’amico, ora reo confesso e in carcere con l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione e dal fatto che la vittima aveva meno di 18 anni. Nel filmato, i due coetanei si abbracciano e si scambiano qualche parola, a pochi passi dal baratro di un crimine dai contorni agghiaccianti.

Chiara Gualzetti, le ultime immagini prima dell’omicidio

Le telecamere di videosorveglianza a Monteveglio, cittadina del Bolognese in cui la 16enne avrebbe poi trovato la morte, hanno ripreso i suoi ultimi istanti di vita, 12 minuti di registrazione in cui la ragazza appare serena, ignara dell’imminente orrore ad attenderla in quel parco che si sarebbe tradotto nel suo inferno di sangue e dolore, tra le braccia del suo assassino.

Le immagini, mostrate da Quarto Grado, richiamano momenti di un’esistenza spensierata prima dell’atroce fine che il minorenne, reo confesso e a suo dire mosso da una “presenza demoniaca”, avrebbe segnato con un coltello da cucina che, secondo la ricostruzione, avrebbe nascosto nello zainetto che portava con sé durante quell’ultimo appuntamento.

Il filmato risale alla mattina di domenica 27 giugno, quando Chiara Gualzetti lo avrebbe incontrato davanti alla sua abitazione per poi sparire. Ha camminato tranquillamente al suo fianco, lo ha abbracciato e accarezzato poco prima di uscire dall’inquadratura e andare incontro alla sua fine.

Chiara Gualzetti: l’autopsia conferma il racconto dell’amico reo confesso

Il 16enne, che durante l’interrogatorio avrebbe confessato di aver ucciso la ragazza seguendo una “spinta superiore”, si trova nel carcere minorile di Bologna e il suo racconto della dinamica omicidiaria avrebbe trovato ampie conferme nei primi risultati emersi in sede di autopsia.

L’esame sul corpo di Chiara Gualzetti si è tenuto il 2 luglio, durato circa 4 ore, e avrebbe evidenziato i lineamenti di una brutalità immediatamente ricalcata dalla versione fornita dal minorenne indagato agli inquirenti. La 16enne sarebbe stata aggredita alle spalle, fatta voltare dal suo assassino con la scusa di ricevere una sorpresa, poi raggiunta frontalmente da almeno due coltellate all’altezza del cuore, infine, mentre era già a terra – non è chiaro se in limine vitae – colpita con diversi calci.

90 i giorni di tempo necessari perché sia depositata la relazione medico legale con il quadro completo degli esiti delle analisi post mortem. L’azione ai danni della vittima, secondo quanto riferito dall’avvocato della sua famiglia, sarebbe da ricondurre a una cornice di premeditazione e avrebbe un tratto “disumano, quasi bestiale”.