Cronaca Nera

Coniugi uccisi a Bolzano, il risultato della perizia psichiatrica sul figlio Benno Neumair

Depositata la perizia psichiatrica disposta dal giudice su Benno Neumair, reo confesso del duplice omicidio dei genitori a Bolzano
coniugi uccisi a Bolzano: la perizia psichiatrica su Benno

Depositata la perizia psichiatrica disposta dal giudice su Benno Neumair, reo confesso del duplice omicidio dei genitori Peter Neumair e Laura Perselli. Il figlio della coppia, scomparsa a Bolzano il 4 gennaio scorso e ritrovata senza vita tra le acque dell’Adige, si trova in carcere da mesi e ora emergono alcune delle conclusioni a cui sarebbero giunti i periti.

Coniugi uccisi a Bolzano, la perizia psichiatrica su Benno Neumair

Arriva una novità nel caso di Peter Neumair e Laura Perselli, i coniugi uccisi a Bolzano e per il cui duplice delitto è stato arrestato il figlio, Benno Neumair, reo confesso.

L’ultima notizia sulla posizione del ragazzo riguarda il risultato della perizia psichiatrica, eseguita su disposizione del giudice per le indagini preliminari, Carla Scheidle, per vagliare la capacità di intendere e volere al momento degli omicidi.

Quel giorno ho avuto un blackout“, aveva dichiarato il giovane, su cui convergerebbero, secondo l’accusa, elementi granitici utili a prefigurare l’ipotesi della premeditazione. Per i periti nominati dal giudice, Benno Neumair sarebbe da considerarsi seminfermo di mente solo in relazione al primo omicidio, quello del padre, e non per la successiva uccisione della madre.

Queste, riporta il quotidiano Alto Adige, le prime indiscrezioni emerse sul documento oggetto di discussione nella prima udienza fissata per il prossimo 20 luglio.

Coniugi uccisi a Bolzano, perché Benno Neumair sarebbe da ritenersi seminfermo durante l’omicidio del padre

Il duplice omicidio di Bolzano è stato descritto dal giovane nel corso degli interrogatori in carcere. In un passaggio del suo racconto, Benno Neumair avrebbe dipinto in questi termini la genesi dell’azione omicidiaria nei confronti del padre: “Non ci ho visto più e quando è entrato in camera con quella veemenza, ho preso un cordino che avevo a portata di mano in un cestino e con quello l’ho strangolato“.

I periti nominati dal gip avrebbero riconosciuto una scemata capacità di volere esclusivamente in relazione all’aggressione ai danni di Peter Neumair. Il motivo, riporta TgCom24, sarebbe da rintracciare nel disturbo narcisistico e sociopatico di cui soffrirebbe il giovane che, in quella circostanza, avrebbe reagito con violenza a uno “stimolo” da lui percepito come troppo stressante, cioè il litigio con il genitore.

Questa una delle conclusioni tratte dai tre esperti incaricati, lo psichiatra Eraldo Mancioppi, lo psicologo Marco Samory e la criminologa Isabella Merzagora. Un esito cui si oppone il parere dei consulenti della Procura e della parte civile, per i quali sussisterebbe un quadro di piena imputabilità in merito ad entrambi gli omicidi.

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