Animali a chi?

Giornata mondiale degli animali 4 ottobre: come è nata, obiettivi, allevamenti intensivi e benessere animale

La Giornata mondiale degli animali è un'occasione per riflettere sui problemi causati dall’uomo agli animali e sugli atteggiamenti da adottare per la loro tutela e protezione
giornata mondiale degli animali

Il 4 ottobre è il World Animal Day, la Giornata mondiale degli animali. Un evento dedicato agli animali di ogni specie e razza con tante iniziative focalizzate sulla loro tutela e benessere. Una giornata, insomma, per porre l’attenzione delle persone sul rispetto delle specie e sulla loro salvaguardia. Questo significa anche porre l’accento sulle problematiche attuali causate dall’uomo al mondo animale, e adottare atteggiamenti significativi nella direzione della loro tutela e protezione.

World Animal Day: che cos’è?

Il World Animal Day è stato istituito dal giornalista e attivista Heinrich Zimmermann nel 1925. Nel 1929, la Giornata fu fissata il 4 ottobre, ricorrenza di San Francesco d’Assisi, patrono degli animali. Tuttavia, l’evento dovette aspettare il 1931 per essere universalmente riconosciuto.

La missione del World Animal Day è “elevare lo status degli animali al fine di migliorare gli standard di benessere di tutto il mondo“. Lo scopo che essa si propone, dunque, è fare in modo che gli animali vengano riconosciuti a livello mondiale come esseri senzienti, cioè dotati di sensibilità e per questo depositari di diritti che consentano loro un’esistenza dignitosa.

Ciò si traduce in “un’efficace protezione” da parte degli uomini, che si può ottenere mediante una maggiore consapevolezza ed educazione.

Gli allevamenti intensivi, poco rispetto per il massimo guadagno

Il primo passo per raggiungere gli obiettivi del World Animal Day è essere consapevoli delle problematiche attuali. Innanzitutto, gli allevamenti intensivi. Si tratta di allevamenti per la produzione su larga scala di alimenti di origine animale. In tali strutture le condizioni di vita degli animali sono pessime.

Tanti soggetti riuniti in spazi ristretti e bui o spesso in gabbie, cibo scadente somministrato con antibiotici e medicinali per velocizzare la crescita dell’animale, operazioni veterinarie effettuate senza le dovute precauzioni, ferite e menomazioni di ogni tipo. Si tratta di un vero e proprio massacro degli animali per produrre più carne, uova e latticini possibili con il minimo dei costi. Ma a pagarne il prezzo sono proprio gli animali.

Sono moltissime le associazioni che combattono da anni per l’abolizione degli allevamenti intensivi o, perlomeno, per un miglioramento al loro interno delle condizioni degli animali.

Abolizione delle gabbie negli allevamenti intensivi, condizioni igienico sanitarie migliori, divieto di pratiche crudeli, più controlli e più tutele. Sono queste alcune fra le più importanti battaglie combattute non solo per un benessere animale, ma anche per il benessere degli uomini che poi quegli animali li mangiano, ingerendo tutta la loro sofferenza, oltre che antibiotici e medicinali.

La distruzione degli habitat naturali e l’estinzione di molte specie animali

Un’altra grande problematica è data dalla distruzione degli habitat degli animali a opera dell’uomo.

La deforestazione, la costruzione di strade e infrastrutture, la caccia e il bracconaggio, gli incendi a scopi lavorativi sono tutte cause che, unite all’attuale cambiamento climatico e all’inquinamento ambientale e industriale, hanno portato a una perdita della biodiversità. E perdere biodiversità significa perdere molte specie animali. Morte a causa di incendi o cacce non controllate, scomparse a causa di una deforestazione che non permetteva più loro di vivere nel loro habitat. E ancora, in via di estinzione a causa di un inquinamento e di un cambiamento climatico che stanno profondamente modificando il loro ambiente naturale.

Di recente, l’aggiornamento della lista rossa IUCN con l’elenco degli animali a rischio di estinzione ha riportato notizie confortanti, segno che qualcosa si sta iniziando a muovere favorevolmente in questa direzione. Ma non basta. Dalla lista, infatti, emerge che ci sono ancora troppe specie a rischio di estinzione.

Cacce e feste tradizionali, altre minacce per gli animali

Forse più silenziose ma non per questo meno significative, ci sono anche altre minacce per gli animali. A partire dalle cacce e dal bracconaggio, sia per accaparrarsi trofei da esibire, sia per arricchirsi con corni di rinoceronti e zanne di elefanti o con pellami da vendere alle fabbriche di borse e pellicce. La caccia non regolamentata o che elude le normative vigenti rappresenta un problema grave ma spesso taciuto. Un’altra problematica è rappresentata dalle feste tradizionali che prevedono il coinvolgimento degli animali, in cui spesso la tradizione diventa un vero e proprio rito barbarico. Basti pensare al dibattito sulla corrida spagnola, al festival di Yulin in cui si mangia la carne di cane, o alla recente strage di delfini in Danimarca. Rispettare gli animali significa sicuramente andare oltre queste feste in cui alla fine essi diventano un oggetto sfruttato e maltrattato con l’unico scopo di regalare spettacolo.

Giornata mondiale dell’animale: il vero rispetto per gli animali

Nella Giornata mondiale dell’animale è importante riflettere su queste problematiche di ampio respiro che assillano il nostro presente. Voler bene a un animale parte dal prendersene cura garantendogli tutto ciò di cui ha bisogno, sia dal punto di vista materiale sia da quello affettivo. Ma significa, anche e soprattutto, avere uno sguardo globale e consapevole, in grado di impostare le nostre azioni e le nostre decisioni in un’ottica sempre più favorevole al rispetto degli animali. Evitare di consumare carne, uova o latticini provenienti dagli allevamenti intensivi, impegnarsi nei piccoli gesti quotidiani per ridurre l’inquinamento. E ancora, mettere da parte la propria civetteria rinunciando ai prodotti che arrivano dalla caccia, denunciare le feste tradizionali che maltrattano gli animali. Piccoli gesti significativi che, tutti insieme, possiamo fare per migliorare le condizioni degli animali, sensibilizzando chi ancora si disinteressa e arrivando alle orecchie di chi ha il potere per cambiare le cose.

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