Cronaca Italia

Viviana e Gioele, Daniele Mondello pubblica la foto della maglietta del figlio: “Ecco cosa è rimasto”

Daniele Mondello non si ferma e continua a cercare la verità sulla morte della moglie, Viviana Parisi, e del loro bambino, Gioele, scomparsi e trovati senza vita nei campi di Caronia nell'agosto 2020
Viviana e Gioele: Daniele Mondello mostra maglietta del figlio

Daniele Mondello non si ferma e chiede che il caso di Viviana Parisi e del figlio Gioele non venga archiviato. Il marito e padre delle vittime, scomparse nei campi di Caronia (Messina) il 3 agosto 2020 e trovate senza vita dopo diversi giorni di ricerche, ha pubblicato una foto della maglietta del bambino dopo quella che ritrae i pantaloncini che indossava al momento della tragedia. “Ecco cosa è rimasto“, ha sottolineato, ribadendo la sua richiesta di aiuto per arrivare alla verità sui fatti. Secondo la Procura di Patti, la dj 43enne avrebbe ucciso il loro bimbo prima di togliersi la vita. Un’ipotesi di omicidio-suicidio che non ha mai convinto famiglia e consulenti di parte.

Viviana e Gioele, Daniele Mondello mostra la maglietta del figlio: “Ecco cosa è rimasto

Poche ore dopo aver mostrato la foto dei pantaloncini del suo piccolo Gioele, Daniele Mondello ha condiviso sui social l’immagine di un altro degli indumenti indossati dal bambino al momento del dramma che si sarebbe consumato tra i campi di Caronia nell’agosto 2020.

Sua moglie, Viviana Parisi, e il loro figlio di 4 anni, secondo la tesi della Procura, sarebbero morti nel contesto di un omicidio-suicidio: la donna avrebbe ucciso il minore per poi togliersi la vita gettandosi dal traliccio che insiste nel luogo del ritrovamento del suo corpo.

Ma dopo l’istanza di archiviazione, il marito e padre delle due vittime si è opposto a questa ricostruzione, supportato dai suoi consulenti.

Nella nuova foto pubblicata da Daniele Mondello su Facebook, si vede la t-shirt del piccolo così come sarebbe stata rinvenuta sul cadavere: “Ecco cosa è rimasto della maglietta del mio bambino, finché non trovo la verità io non mi fermo, non finisce qui.

Viviana e Gioele meritano giustizia e verità. Mi rivolgo ai paesi di Caronia, Sant’Agata di Militello, Santo Stefano di Camastra, aiutatemi a trovare la verità. Aiutatemi a trovare un po’ di pace. Viviana poteva essere vostra moglie, vostra sorella, vostra figlia, Gioele poteva essere vostro figlio, vostro nipote, vostro fratellino. Non abbiate paura, chi sa parli. Sono un padre e marito distrutto dal dolore che mi lacera dentro“.

Giallo di Caronia: Daniele Mondello non crede all’omicidio-suicidio

La prima foto condivisa pubblicamente da Daniele Mondello è stata quella dei pantaloncini di suo figlio.

Il 13 ottobre scorso, in un post sul suo Facebook, il marito e padre delle vittime ha diffuso l’immagine per la prima volta spiegando quanto segue: “Oggi siamo andati al tribunale di Patti per ritirare   a pagamento – l’ennesimo CD. Nell’immagine: pantaloncino di Gioele, crivellato di buchi (ne ho contati 14). Sul suo corpo: un ciuffo di peli di cane (non identificato). A voi le conclusioni“.

Post Facebook di Daniele Mondello
Post Facebook di Daniele Mondello

Viviana Parisi e Gioele sono scomparsi il 3 agosto 2020 dopo un incidente stradale sulla A20 Messina-Palermo. I loro corpi senza vita sono stati ritrovati nelle campagne poco distanti dal luogo del sinistro, a diversi giorni dall’avvio delle ricerche.

 La famiglia si è opposta alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Patti: Daniele Mondello e i suoi consulenti non credono alla tesi degli inquirenti e rigettano la ricostruzione secondo cui la 43enne si sarebbe suicidata dopo aver ucciso il suo bambino.

Uno dei consulenti di Daniele Mondello, il criminologo Carmelo Lavorino, ha sottolineato la posizione del team in merito al giallo di Caronia: “Sicuramente non è omicidio-suicidio. Madre e figlio sono precipitati in un invaso profondo circa 5 metri con acqua sul fondo e lì hanno trovato la morte.

Una ‘combinazione criminale’, dopo qualche ora, ha estratto i corpi e li ha traslati, la madre sotto il traliccio, sperando che gli Inquirenti cadessero nella trappola. Critichiamo profondamente il lavoro degli Inquirenti e dei loro consulenti“.

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