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Guerra in Ucraina, le speranze dell’Occidente appese a un filo. Draghi: “Fine delle illusioni” sulla pace

Le speranze dell'Occidente sulla risoluzione pacifica del conflitto tra Russia e Ucraina sono appese a un filo. Il discorso del premier Draghi apre a uno scenario drammatico: "Fine delle illusioni". La Farnesina richiama tutti gli italiani da Kiev.
Guerra in Ucraina, le speranze dell'Occidente appese a un filo. Draghi: "Fine delle illusioni" sulla pace

Non usa mezzi termini il premier Mario Draghi, nelle sue comunicazioni al Senato di questa mattina sulla guerra in Ucraina e sulle prospettive sinistre che mordono l’Occidente e il mondo intero dopo l’atto violento della Russia. Secondo il presidente del Consiglio, l’invasione portata avanti da Mosca ai danni di Kiev e l’attuale recrudescenza del conflitto armato restituiscono una fotografia inquietante del presente: la “fine delle illusioni” sull’ipotesi che la pace finirà per sigillare questo capitolo di sangue e devastazione.

Guerra in Ucraina, Mario Draghi al Senato: “Fine delle illusioni” sulla pace

Questa mattina, in Aula al Senato con le comunicazioni relative all’evoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina, il premier Draghi ha parlato dell’attuale situazione avanzando un quadro a tinte oscure in costanza dell’escalation militare che vede il Cremlino impegnato in un atto di guerra esteso a tutto l’Occidente.

Oggi Kiev e l’intero Paese guidato dal presidente Volodymyr Zelensky si sono svegliati sotto una nuova serie di bombardamenti – documentati in queste ore dal Parlamento ucraino via social – e l’orizzonte di un cessate il fuoco, ancora prima di quello della fine delle tensioni, appare sempre più evanescente nonostante l’incontro tra delegazioni per aprire un canale di negoziato.

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia segna una svolta decisiva nella storia europea – ha dichiarato il premier –. Negli ultimi decenni, molti si erano illusi che la guerra non avrebbe più trovato spazio in Europa, che gli orrori che avevano caratterizzato il Novecento fossero mostruosità irripetibili, che le istituzioni multilaterali create dopo la Seconda Guerra Mondiale fossero destinate a proteggerci per sempre. In altre parole, che potessimo dare per scontate le conquiste di pace, sicurezza, benessere che le generazioni che ci hanno preceduto avevano ottenuto con enormi sacrifici“.

Le immagini che ci arrivano da Kiev – ha proseguito Draghi nel suo discorso in Senato –, Kharkiv, Mariupol e dalle altre città dell’Ucraina in lotta per la libertà dell’Europa segnano la fine di queste illusioni. L’eroica resistenza del popolo ucraino, del suo presidente Zelensky, ci mettono davanti una nuova realtà e ci obbligano a compiere scelte fino a pochi mesi fa impensabili“. L’Italia, ha sottolineato il presidente del Consiglio, “non intende voltarsi dall’altra parte“.

La ‘pistola’ del nucleare sul tavolo delle trattative con Mosca. Draghi: “Gesto grave, segnale preoccupante anche da Bielorussia

Draghi ha inoltre ribadito l’avvio imminente di nuove sanzioni non solo a carico della Russia, ma anche per la Bielorussia che è considerata “attuale partner attivo” nel piano offensivo di Mosca. “L’attacco si è spostato nei centri urbani, c’è una lunga fila di carri armati questa mattina alle porte di Kiev.

Il presidente Putin ha allertato il sistema difensivo nucleare. È un gesto grave, ma dimostra che la resistenza dei cittadini ucraini e le sanzioni stanno mettendo in difficoltà la Russia”, ha detto ancora il premier nel corso delle comunicazioni in Aula.

Un altro segnale preoccupante proviene dalla vicina Bielorussia, i cui cittadini domenica hanno votato a favore di alcune rilevanti modifiche della Costituzione ed eliminato lo status di Paese ‘denuclearizzato‘. Questo potrebbe implicare la volontà di dispiegare sul proprio suolo armi nucleari provenienti da altri Paesi“.

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Guerra in Ucraina, Farnesina agli italiani: “Lasciare Kiev” con ogni mezzo

Alla luce della situazione sempre più incandescente in Ucraina, la Farnesina ha rilasciato una nota urgente rivolta agli italiani ancora presenti nel Paese dell’Europa orientale, con un comunicato diffuso su Viaggiare Sicuri, servizio dell’Unità di crisi: “Ai connazionali ancora presenti nella capitale ucraina e dintorni è raccomandato di utilizzare i mezzi tuttora disponibili, inclusi i treni, per lasciare Kiev, negli orari in cui non è in vigore il coprifuoco. Si raccomanda massima cautela“. 

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