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Liliana Resinovich e la telefonata prima della scomparsa, il marito: “È successo qualcosa”

Pubblicato: 31/03/2022 12:04

Il marito di Liliana Resinovich, 63enne scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021 e trovata senza vita il 5 gennaio scorso, continua a rigettare l’ipotesi suicidio tra le piste al vaglio degli inquirenti nell’inchiesta sulla sua morte. Sebastiano Visintin parla nuovamente di una telefonata risalente al giorno della scomparsa di sua moglie e rilancia i suoi sospetti a favore di telecamera.

Liliana Resinovich, il marito Sebastiano Visintin non crede al suicidio

Intervistato dal programma Chi l’ha visto?, Sebastiano Visintin ha riepilogato il suo punto di vista sul giallo della moglie Liliana Resinovich, ancora oggi senza soluzione a quasi 3 mesi dal ritrovamento del cadavere. Il corpo della 63enne – scomparsa dalla sua casa di Trieste 11 giorni prima di Natale e scoperta senza vita tra la vegetazione del parco dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni, il 5 gennaio scorso – presentava una condizione molto particolare se si pensa allo scenario di un gesto anticonservativo: la testa in due buste di plastica chiuse con un cordino al collo, le gambe infilate in alcuni sacchi neri.

Davvero Liliana Resinovich ha messo in atto un proposito di togliersi la vita organizzando la scena in quel modo? Davvero avrebbe scelto quelle modalità quantomeno singolari, seppure non del tutto uniche tra i suicidi, per porre fine alla sua esistenza? E perché? Tutti quesiti a cui gli inquirenti provano a dare risposta da mesi e che, secondo il marito della donna, avrebbero una sola risposta: no.

Per Sebastiano Visintin la ricostruzione in ottica suicidaria sarebbe “stranissima”: “Non posso immaginare – ha detto ai microfoni della trasmissione – che chi vuole suicidarsi faccia tutto questo lavoro. Ci sono mille posti dove buttarsi“. A suo dire, l’esito negativo degli esami tossicologici sulla donna (assenti tracce di sostanze che avrebbero potuto causarne stordimento o decesso) rafforzerebbe la pista di un omicidio.

Liliana Resinovich e la telefonata prima della scomparsa, il marito: “È successo qualcosa

Bisogna capire cosa è successo dopo questa telefonata, deve essere successo qualcosa“. Lo ripete senza sosta Sebastiano Visintin, riferendosi alla presunta conversazione avvenuta tra sua moglie e l’amico di vecchia data Claudio Sterpin, il primo a preoccuparsi per la sparizione della donna e che ha indicato l’orizzonte di una separazione quale imminente svolta nella vita di Liliana Resinovich a ridosso della tragedia.

Secondo Sterpin, la 63enne gli avrebbe rivelato di voler cambiare vita e di voler lasciare il marito, ponendo così fine a un matrimonio che non sarebbe stato felice. Una tesi completamente respinta da Visintin, che continua a dirsi ignaro di una simile situazione e rilancia: “Si è inventato tutto, infangando mia moglie, un povero marito“.

La mattina della scomparsa, prima che di Liliana Resinovich si perdessero le tracce, ci sarebbe stata una breve telefonata tra la donna e l’amico. Poche parole in cui la 63enne avrebbe detto a Sterpin che, prima del loro incontro, si sarebbe recata presso un negozio Wind della zona per una questione legata al telefonino. I cellulari della donna, però, sono rimasti a casa. Secondo il marito “dopo questa telefonata deve essere successo qualcosa, o qualcuno l’ha minacciata, in quel momento è cambiato qualcosa in Liliana se lei ha lasciato i telefoni, i documenti e l’anello a casa“.

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