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Bambino di 10 anni precipita mentre gioca con un amichetto: morto sul colpo

Pubblicato: 20/12/2025 08:55
foto di repertorio

Una tragedia improvvisa ha colpito la Val Venosta, lasciando una comunità intera senza parole. Un bambino di 10 anni ha perso la vita nel tardo pomeriggio dopo essere precipitato da una parete di roccia nella zona di Laudes, frazione nei pressi di Malles, in Alto Adige. L’incidente si è verificato intorno alle 17, quando il piccolo, secondo le prime ricostruzioni, si era allontanato dal parco giochi del paese insieme a un amico per avventurarsi nel vicino bosco. Un gioco che si è trasformato in pochi istanti in un dramma irreversibile. Ora la notizia shock, i due bimbi si erano persi nel bosco.

Dopo aver trascorso del tempo sulle altalene e tra gli spazi del parco, i due bambini avrebbero deciso di arrampicarsi su una parete rocciosa poco distante. Una scelta dettata dalla curiosità e dalla voglia di esplorare, ma che si è rivelata fatale. Durante l’arrampicata, uno dei due ha perso l’equilibrio ed è scivolato nel vuoto, precipitando per diversi metri. L’impatto è stato devastante e il bambino è morto sul colpo, senza che ci fosse possibilità di soccorso immediato.

I soccorsi e il dolore della comunità

L’allarme è scattato rapidamente e sul posto sono intervenuti i soccorritori, che hanno raggiunto anche l’altro bambino rimasto coinvolto nell’episodio. Il coetaneo, che si trovava con la vittima al momento dell’incidente, è apparso praticamente illeso, ma per precauzione è stato comunque trasportato in elicottero in ospedale per accertamenti. Le operazioni di recupero del corpo sono state particolarmente delicate e hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco volontari di Laudes, profondamente scossi dall’accaduto.

Il dolore per quanto successo ha avuto ripercussioni immediate anche sulla vita del paese. I vigili del fuoco volontari, impegnati nel recupero della salma, hanno deciso di annullare una festa di Natale che era in programma per il pomeriggio nella loro caserma. Un gesto simbolico, che racconta meglio di molte parole lo stato d’animo di una comunità ferita e raccolta nel silenzio.

Quella di ieri è la seconda tragedia che colpisce la Val Venosta nel giro di poche settimane. Lo scorso ottobre, un altro giovane aveva perso la vita in circostanze altrettanto drammatiche. A Glorenza, Leon Moser, 19enne di Tubre, era morto dopo essere stato colpito da una statua di bronzo sulla quale si era arrampicato. L’incidente era avvenuto nel cuore della notte, verso le tre, mentre il ragazzo si trovava in compagnia di alcuni amici in piazza Municipio. Salito sulla fontana, la struttura aveva ceduto improvvisamente, travolgendolo.

Due episodi diversi, ma uniti da un filo comune di dolore e incredulità. La Val Venosta si ritrova ancora una volta a fare i conti con una perdita che pesa come un macigno, ricordando quanto fragile possa essere il confine tra gioco, spensieratezza e tragedia.

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Ultimo Aggiornamento: 20/12/2025 09:49

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