
Il delitto di Garlasco torna a occupare prepotentemente le cronache nazionali in questo febbraio 2026 portando con sé nuovi interrogativi e la voce di uno dei protagonisti della recente fase investigativa. La vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi avvenuto nell’ormai lontano 2007 sembra non trovare mai una parola fine definitiva nonostante la condanna passata in giudicato per Alberto Stasi. Al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria si trova oggi Andrea Sempio che ha deciso di rompere il silenzio affidando le sue dichiarazioni alle telecamere del Tg1 per ribadire con forza la propria totale estraneità rispetto ai tragici fatti che portarono alla morte della giovane Chiara.
La difesa di Andrea Sempio di fronte alle nuove ipotesi
L’indagato ha affrontato con fermezza la questione legata alla possibile richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia. Sempio non ha nascosto una naturale preoccupazione spiegando che nessuno potrebbe trovarsi in una situazione simile con assoluta serenità ma ha sottolineato che lui e il suo team legale sono pronti ad affrontare ogni passaggio processuale qualora dovesse rendersi necessario. La sua linea difensiva rimane ancorata ai risultati delle verifiche tecniche e dell’incidente probatorio che a suo dire confermerebbero punto per punto la versione dei fatti fornita fin dall’inizio. Secondo Sempio le prove raccolte finora non scalfirebbero la sua posizione ma anzi rafforzerebbero l’idea che non vi sia alcun coinvolgimento diretto nel delitto della villetta di via Pascoli.
Il rapporto con la famiglia Poggi e l’assenza di sospetti
Un passaggio fondamentale dell’intervista riguarda il legame con i genitori e il fratello della vittima. Andrea Sempio si è detto convinto che la famiglia Poggi non nutra alcun tipo di sospetto nei suoi confronti. Questa convinzione nasce dalla conoscenza personale e dal fatto che non vi sarebbero elementi concreti per dubitare della sua onestà. L’uomo ha ribadito di non sentire nemmeno il bisogno di giustificarsi ulteriormente con loro proprio perché ritiene che il dubbio non alberghi nella mente dei parenti di Chiara. Si tratta di un punto centrale per la sua immagine pubblica e per la sua difesa psicologica poiché il rapporto con il nucleo familiare della vittima è sempre stato considerato un elemento di contesto rilevante nelle indagini che hanno cercato di scavare nel passato della ragazza.
Il mistero dei video intimi e dei contenuti digitali
Le recenti analisi tecniche sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi hanno fatto emergere la presenza di alcuni file video di natura privata. Sempio è stato interpellato specificamente su un filmato intimo che coinvolgerebbe la coppia e ha negato categoricamente di averlo mai visto. Ha esteso questa smentita anche alla cerchia di amici che frequentava regolarmente la casa di Chiara assicurando che nessuno di loro aveva accesso a tali contenuti riservati. La questione digitale è tornata attuale grazie alle nuove tecnologie di analisi forense che permettono di recuperare dati rimasti nell’ombra per anni cercando di ricostruire le abitudini e le interazioni della vittima nelle ore e nei giorni precedenti all’omicidio.
Se da un lato Sempio nega la visione di contenuti privati della coppia dall’altro ha ammesso con naturalezza la propria presenza in un altro video archiviato nel computer. In questo caso si tratta di immagini che lo ritraggono insieme ad altri amici e a Marco Poggi il fratello di Chiara. Sempio ha chiarito che il possesso originario di quel filmato era suo e che con ogni probabilità è stato proprio lui insieme a Marco a caricarlo sul dispositivo della giovane. Questa ammissione serve a spiegare in modo trasparente la presenza di tracce della sua vita digitale all’interno degli strumenti informatici della vittima senza che questo debba necessariamente sottintendere un’intrusione non autorizzata o un interesse morboso.
L’analisi delle chat e il contesto delle indagini attuali
Oltre ai video l’attenzione degli inquirenti e dei media si è spostata anche sulle vecchie conversazioni Msn che Chiara intratteneva abitualmente. Questi messaggi rappresentano una sorta di diario digitale dell’epoca e vengono oggi riletti alla luce delle nuove ipotesi investigative per cercare eventuali incongruenze o segnali di disagio che all’epoca potrebbero essere sfuggiti. Anche il legale di Sempio è intervenuto per fare chiarezza su alcuni punti controversi come il famoso scontrino che per lungo tempo è stato al centro del dibattito sull’alibi del suo assistito. La difesa punta a dimostrare che la ricostruzione dei movimenti di Sempio è solida e che le attenzioni della magistratura troveranno una spiegazione logica che porterà al proscioglimento.


