
Il bagliore improvviso ha squarciato il silenzio innaturale di una notte che sembrava identica a mille altre, trasformando il buio profondo in un lampo di luce violenta e sinistra. Nel cuore del riposo, quando i sogni sono più pesanti, il rumore sordo di un vetro che va in frantumi ha anticipato di un soffio la vampata di calore, segnando il confine netto tra la tranquillità domestica e il terrore di un assalto pianificato. Non c’è stato tempo per capire, solo per avvertire l’odore acre del combustibile che saturava l’aria fredda, mentre le fiamme danzavano per pochi istanti sul marciapiede, lasciando dietro di sé il nero della fuliggine e il peso di una minaccia lanciata nel vuoto del coprifuoco notturno.
Una notte di paura a San Giovanni
L’episodio di violenza si è consumato intorno alle ore 2:00 del mattino nel quartiere San Giovanni, una delle zone più note e frequentate di Roma. Un ordigno rudimentale, comunemente identificato come bottiglia molotov, è stato fatto esplodere con forza davanti all’ingresso di un palazzo situato in via Alfredo Baccarini. L’impatto della deflagrazione ha scosso i residenti della via, svegliati dal boato e dal riverbero delle fiamme che hanno lambito la facciata dello stabile. Immediatamente è scattato l’allarme, portando sul posto un imponente spiegamento di forze dell’ordine per mettere in sicurezza l’area e avviare le prime fondamentali operazioni di rilievo scientifico.
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri della compagnia Piazza Dante, l’attacco non sembrerebbe essere un atto di vandalismo casuale ma un gesto mirato. Gli accertamenti iniziali hanno infatti evidenziato che all’interno del palazzo vive un giovane italiano di 26 anni, attualmente sottoposto alla misura della detenzione ai domiciliari. Questo dettaglio ha spostato immediatamente l’attenzione degli inquirenti sulla vita privata e sulle frequentazioni del ragazzo, ipotizzando che l’esplosione potesse rappresentare un avvertimento o una ritorsione legata a contesti ancora da chiarire. La violenza del gesto, compiuto nel cuore della notte, sottolinea la volontà di intimidire in modo plateale il destinatario dell’azione.
Le conseguenze dell’esplosione sono visibili soprattutto al piano terra dell’edificio, dove la violenza dell’onda d’urto e il calore sviluppato dal liquido infiammabile hanno mandato in frantumi le finestre. Fortunatamente, nonostante la pericolosità dell’atto, non si registrano feriti né tra gli inquilini del palazzo né tra i passanti, complice l’orario notturno che ha limitato la circolazione stradale. Il danno strutturale appare circoscritto agli infissi e all’annerimento delle pareti esterne, ma resta la pesante scia di tensione che un simile evento lascia inevitabilmente in un contesto urbano densamente abitato come quello di San Giovanni.
Ritrovamento di un secondo ordigno
Un elemento ancora più inquietante è emerso durante il setacciamento dell’area circostante effettuato dalla VII sezione rilievi di via In Selci. A brevissima distanza dal luogo dell’esplosione, i militari hanno rinvenuto una seconda bottiglia inesplosa. Questo secondo ordigno era stato confezionato con estrema cura distruttiva, presentando un petardo attaccato con il nastro adesivo al corpo del contenitore riempito di benzina. La presenza di questa seconda molotov suggerisce che il piano degli assalitori fosse ancora più ambizioso o che qualcosa abbia interrotto l’azione criminale prima che potesse essere completata del tutto.
Per gestire il materiale esplosivo rimasto intatto, è stato necessario richiedere l’intervento urgente degli artificieri, che hanno provveduto a mettere in sicurezza il reperto per sottoporlo a ulteriori analisi. Ogni componente dell’ordigno, dal tipo di bottiglia alla qualità del nastro adesivo fino alla composizione chimica del carburante, verrà esaminata minuziosamente per cercare tracce organiche o impronte digitali che possano condurre all’identificazione dei responsabili. Le indagini procedono ora su più fronti, incrociando i dati tecnici raccolti sul campo con le testimonianze e le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona di via Baccarini.


