Vai al contenuto

“Lo facevano a turno, poi dicevano: ecco che facciamo se ci provi”. Stup***a per giorni, il racconto dell’orrore

Pubblicato: 29/05/2026 09:50

La gestione della sicurezza nei nodi urbani ad alta densità turistica rappresenta da tempo una delle sfide più complesse per le metropoli contemporanee, dove la fluidità dei flussi internazionali si incrocia inevitabilmente con le problematiche legate alla marginalità sociale e al controllo delle aree periferiche dismesse. Quando i percorsi dell’accoglienza formale entrano in contatto con sacche di degrado strutturale, i rischi per l’incolumità dei visitatori aumentano in modo esponenziale. Questo fenomeno impone un monitoraggio costante non solo dei canali di transito principali, ma anche dei quadranti cittadini interessati da fenomeni di occupazione abusiva, dove la carenza di presidi istituzionali favorisce l’insorgere di gravi episodi di devianza e di vulnerabilità estrema.

Il drammatico racconto della turista davanti al giudice

La ricostruzione di quanto avvenuto in uno dei settori periferici della capitale ha assunto contorni nitidi e agghiaccianti durante l’audizione protetta davanti alle autorità giudiziarie. “Mi hanno costretta a spogliarmi. Uno di loro mi ha strappato i vestiti di dosso e ha abusato di me, poi è arrivato un altro uomo e poi un terzo. Continuavano a ripetermi: ‘Se scappi ti ammazziamo’”. A parlare al gip è la turista 32enne colombiana che è stata adescata nel cuore di Roma e poi sequestrata per tre giorni in uno stabile abbandonato alla periferia est. Secondo l’accusa, la donna sarebbe stata costretta a subire abusi sotto minaccia di morte da cinque uomini, ora in carcere con l’accusa di violenza sessuale di gruppo aggravata.

La vittima era giunta a Roma lo scorso 16 maggio insieme a un’amica, alloggiando in un ostello in zona Termini. Il giorno seguente, l’incontro in un ristorante con un giovane che, con il pretesto di fumare dell’hashish, l’ha convinta a seguirlo fino a un furgone, sul quale è stata caricata con la forza e portata in via Cesare Tallone, in zona Tor Sapienza. Lì è rimasta intrappolata per 72 ore: “Mi hanno violentata a turno. Alla fine sono riuscita a fuggire”, ha riferito la turista. La fuga è avvenuta saltando da un balcone: “mi sono lanciata di sotto, mentre sentivo qualcuno armeggiare con una pistola. Poi ho scavalcato un muro di cinta e sono corsa in strada”.

Il blitz della Squadra Mobile e la linea della difesa

L’allarme lanciato da un passante ha attivato i soccorsi medici presso il Policlinico Casilino e il successivo intervento investigativo. Nel corso del blitz all’interno del palazzo, la Polizia ha identificato 22 persone prive di regolare titolo di soggiorno, tra cui i cinque presunti autori delle violenze, riconosciuti dalla vittima. Si tratta di Saidykhan Lamin, Harouna Traore, Karamba Kanteh, Isibor Wisdom e Paul Nwabueze, di nazionalità gambiana, nigeriana e maliana, ora detenuti nel carcere di Regina Coeli con le accuse di violenza sessuale, lesioni e sequestro di persona.

Dall’altro lato, i legali degli imputati hanno contestato la ricostruzione dei fatti: “Resta da verificare l’attendibilità. La donna ha fornito tre versioni diverse. Una testimone, inoltre, dice di averla vista nei pressi del palazzo oltre un mese prima dei fatti”.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure