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Mari più puliti d’Italia 2026: “Podio incredibile!”. La classifica fa arrabbiare qualcuno

Pubblicato: 09/06/2026 13:28

Con l’arrivo della stagione estiva cresce l’attenzione verso la qualità delle acque di balneazione, un parametro sempre più importante non soltanto per il turismo ma anche per la tutela ambientale e la salute pubblica. Ogni anno milioni di persone scelgono spiagge, laghi e località costiere valutando non solo la bellezza dei paesaggi ma anche la sicurezza delle acque in cui trascorrere le proprie vacanze.

La qualità del mare rappresenta infatti uno degli indicatori più significativi dello stato di salute di un territorio. Monitoraggi costanti, controlli microbiologici e verifiche ambientali consentono alle autorità di valutare le condizioni delle acque e di individuare eventuali criticità. Un lavoro che si svolge durante tutto l’anno e che permette di stilare una classifica aggiornata delle aree balneabili italiane.
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Come viene valutata la qualità delle acque

Per acque di balneazione si intendono tutte le acque superficiali nelle quali è consentita la balneazione, comprese quelle marine, lacustri e fluviali. Ogni Regione e Provincia autonoma individua le aree destinate a questa attività e provvede al loro inserimento in appositi elenchi soggetti a verifiche periodiche.

Sono escluse dalla classificazione le zone dove la balneazione è vietata in maniera permanente, come le foci dei fiumi, le aree portuali, le zone militari o quelle sottoposte a particolari vincoli di tutela.

Uno degli elementi fondamentali presi in considerazione riguarda la presenza di Escherichia coli ed enterococchi intestinali, batteri che possono indicare forme di contaminazione microbiologica. Il rispetto dei limiti stabiliti dalla normativa europea rappresenta uno dei requisiti indispensabili per ottenere una valutazione positiva.

Ogni tratto monitorato viene classificato secondo quattro livelli di qualità: eccellente, buona, sufficiente o scarsa. La valutazione viene effettuata sulla base dei dati raccolti nel corso degli ultimi quattro anni di monitoraggio.

I risultati del monitoraggio 2026

I dati relativi alla classificazione 2026 evidenziano un quadro complessivamente molto positivo per il Paese. Anche se non mancano le polemiche tra chi non ha ottenuto la posizione sperata.

Per quanto riguarda il mare, ben 5.926 chilometri di costa monitorata, pari al 94,9% del totale, hanno ottenuto la classificazione di qualità eccellente. Una percentuale che conferma l’elevato livello delle acque balneabili italiane.

A questi si aggiungono 207 chilometri classificati di qualità buona, pari al 3,3% della costa monitorata. I tratti giudicati sufficienti raggiungono i 60 chilometri, mentre quelli classificati come scarsi si fermano a 41 chilometri, corrispondenti allo 0,7% del totale.

Anche il quadro relativo a laghi e fiumi appare particolarmente incoraggiante. Su 672 chilometri monitorati, 624 risultano di qualità eccellente, pari al 92,7% del totale. Le acque classificate come buone rappresentano il 4,1%, quelle sufficienti il 2,1%, mentre i tratti giudicati scarsi si fermano allo 0,9%.

Puglia ancora prima in Italia

Tra tutte le regioni italiane spicca ancora una volta la Puglia, che si conferma per il sesto anno consecutivo la regione con la migliore qualità delle acque di balneazione.

Secondo i dati disponibili, il 99,9% delle sue acque è stato classificato come eccellente, un risultato che la colloca al vertice della graduatoria nazionale.

L’unica eccezione riguarda un limitato tratto costiero denominato “Fogna Cittadina Molfetta”, che ha comunque ottenuto una classificazione di qualità buona.

Il risultato conferma la costante attenzione dedicata negli anni alla tutela del patrimonio costiero e al monitoraggio ambientale lungo uno dei litorali più estesi e frequentati del Paese.

La classifica delle regioni

Alle spalle della Puglia si collocano il Friuli-Venezia Giulia, con il 99,6% di acque eccellenti, e la Basilicata, che raggiunge il 99,1%.

Quarta posizione per la Sardegna, che registra il 98,9% di qualità eccellente, seguita dalla Toscana con il 97,4% e dalle Marche con il 96,2%.

Nella parte centrale della classifica si trovano Lazio, Molise, Sicilia, Emilia-Romagna, Campania, Calabria, Abruzzo e Veneto, tutte con percentuali superiori al 90%.

Chiude la graduatoria la Liguria, che pur occupando l’ultima posizione registra comunque un dato molto elevato: l’89% delle acque monitorate è stato infatti classificato come eccellente.

Un patrimonio da tutelare

I risultati arrivano a pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’Ambiente e dalla Giornata mondiale degli Oceani, ricorrenze che richiamano l’attenzione sull’importanza della salvaguardia degli ecosistemi acquatici.

La qualità delle acque rappresenta infatti un indicatore fondamentale dello stato di conservazione dell’ambiente e della capacità dei territori di proteggere le proprie risorse naturali.

I dati del monitoraggio confermano come gran parte delle coste italiane continui a mantenere standard molto elevati, offrendo condizioni favorevoli per la balneazione e contribuendo alla valorizzazione di uno dei patrimoni ambientali più importanti del Paese.

La classifica 2026 evidenzia inoltre come il controllo costante e il rispetto delle normative ambientali possano tradursi in risultati concreti, garantendo ai cittadini e ai turisti acque sempre più sicure e di qualità elevata lungo gran parte del territorio nazionale.

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