
A quarant’anni Luigi Di Maio è ripartito da lontano: fuori dai palazzi della politica italiana, lontano dai riflettori e con una quotidianità completamente diversa. Oggi vive a Berlino, ha costruito una nuova famiglia e porta avanti un percorso nella diplomazia internazionale che, secondo le indiscrezioni, potrebbe ancora crescere.
In un’intervista al magazine “7” del Corriere della Sera, l’ex leader del Movimento 5 Stelle torna a parlare dopo mesi di silenzio e ripercorre, con un’autoironia inattesa, il passaggio dalla caduta politica a una seconda carriera su un altro terreno.
La nuova quotidianità a Berlino
Il punto di svolta, racconta, è arrivato in Germania. “Volai a Berlino a trovare degli amici. Ero rimasto solo. Decisi di cambiare aria e lì incontrai Alessia”. È nella capitale tedesca che Di Maio dice di aver ritrovato un equilibrio dopo una fase di rottura netta con la vita di prima.
Oggi vive a Berlino con la compagna e con un figlio nato nel 2024. Una dimensione privata che segna distanza e discontinuità rispetto agli anni dell’ascesa, trascorsi nel cuore della politica romana.
La caduta e il “bagno di realtà” del 2022
Il passaggio dalla politica alla vita attuale non è stato indolore, anzi. “Persi tutto. In un giorno feci gli scatoloni al ministero e pure a casa, perché io e la mia precedente compagna ci lasciammo”. Di Maio collega così, senza giri di parole, la fine di un’esperienza pubblica a un cambio radicale anche sul piano personale.
Il punto più basso coincide con il risultato elettorale del settembre 2022, quando la sua formazione si fermò allo 0,6%. Oggi lo racconta senza rancore: “Dovrei paradossalmente ringraziare gli elettori per quello 0,6% che mi hanno dato. Fu un bagno di realtà”. E per riassumere l’intera stagione nel Movimento sceglie un solo termine: “Velocità. È successo tutto velocemente, troppo”.
Dalla corsa lampo ai vertici delle istituzioni
La sua parabola politica, in effetti, è stata una delle più rapide in Italia. Nel 2013, a 26 anni, diventò il più giovane vicepresidente della Camera: un salto che lo proiettò subito tra i volti più riconoscibili del Movimento 5 Stelle.
Nel 2018 arrivò un ulteriore scatto in avanti: vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro nel governo Conte I. Poi, nel governo Draghi, la guida della Farnesina come ministro degli Esteri. Un percorso verticale che si è però scontrato con il ridimensionamento elettorale del 2022.
La seconda carriera nella diplomazia dell’Unione europea
La fine della stagione politica italiana non ha chiuso il suo spazio pubblico. Dal giugno 2023 Luigi Di Maio è rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo Persico, un incarico che è stato prorogato fino al febbraio 2027.
E mentre la sua vita resta ancorata a Berlino, sul fronte professionale il baricentro si è spostato sempre più all’estero. Secondo le indiscrezioni, all’orizzonte ci sarebbe la possibilità di un ruolo ancora più rilevante legato al processo di pace in Medio Oriente: un segnale che, archiviata la politica interna, la sua traiettoria ha preso la strada della diplomazia internazionale.


