
A Valle Castellana, in provincia di Teramo, un distributore di carburante gestito direttamente dal Comune è diventato un punto di riferimento per residenti, pendolari, lavoratori e turisti. Benzina e gasolio vengono venduti a prezzi inferiori rispetto alla media dei distributori privati, con un risparmio che arriva a circa 20 centesimi al litro.
La stazione di servizio rappresenta il risultato di un’operazione nata per salvare l’ultimo distributore presente sul territorio comunale e impedirne la chiusura. Una scelta che, con l’aumento dei prezzi dei carburanti, si è rivelata particolarmente conveniente.
La scelta della gestione pubblica
Qualche anno fa l’amministrazione guidata dal sindaco Camillo D’Angelo ha deciso di rilevare la stazione di servizio e affidarne la gestione al Comune. L’obiettivo era evitare che Valle Castellana rimanesse senza un distributore.
Da allora benzina e gasolio vengono venduti sostanzialmente al prezzo di costo, consentendo agli automobilisti di risparmiare tra i 10 e i 20 centesimi al litro rispetto a un normale self-service privato.
Prezzi più bassi e ricavi in crescita
Attualmente alla stazione comunale la benzina viene venduta a 1,75 euro al litro, mentre il gasolio costa 1,89 euro. Prezzi particolarmente competitivi rispetto a quelli indicati come superiori ai due euro al litro in altri distributori.
La scelta ha prodotto benefici sia per i residenti, che non devono percorrere molti chilometri per fare rifornimento, sia per le casse comunali. Nel 2025 gli incassi della stazione di servizio sono infatti passati dai 75mila euro dell’anno precedente a 500mila euro.
La “benzina del sindaco”
Il distributore non serve soltanto gli circa 800 abitanti distribuiti nelle quasi 40 frazioni di Valle Castellana. A fare rifornimento arrivano anche pendolari, lavoratori e turisti diretti verso il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Quella che nella zona è stata ribattezzata la “benzina del sindaco” è così diventata molto più di una semplice stazione di servizio. L’esperimento della gestione pubblica, nato per salvare un’infrastruttura considerata essenziale per il territorio, è diventato un modello che potrebbe essere preso come esempio anche altrove.


