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“Possono guidare solo vicino a casa propria”. Italia, stretta shock sugli anziani

Pubblicato: 23/08/2026 13:15

La libertà di movimento e le regole della strada si preparano a un drastico ridimensionamento che rischia di scuotere le abitudini quotidiane di migliaia di famiglie italiane. Il delicato equilibrio tra tutela della sicurezza pubblica e salvaguardia dell’autonomia individuale torna al centro del dibattito nazionale, alimentato dalle ultime proposte di riforma normative. L’ipotesi di introdurre stringenti paletti alla guida, nata con l’obiettivo di contenere l’incidentalità e monitorare con maggiore rigidità l’idoneità psico-fisica al volante, sta già scatenando accesi confronti sulla legittimità e sull’impatto pratico che tali provvedimenti avranno sulla vita quotidiana di tantissimi cittadini.

Niente alcol, niente autostrada e guida entro 100 chilometri da casa. Sono i tre nuovi limiti, destinati a far discutere, previsti dalla bozza del codice stradale per gli automobilisti over 85. Le novità, probabilmente, sono figlie dell’ondata di sinistri verificatisi nell’ultimo anno che ha visto coinvolti guidatori anziani. Il testo-base passerà ora al vaglio delle associazioni per le osservazioni di rito.

Autonomia a rischio e l’iter per evitare i blocchi

Il divieto di mettersi al volante dopo aver bevuto rappresenta un limite utile a ogni età. Sono infatti gli altri due paletti previsti dalla bozza del nuovo codice della strada ad aprire la strada a una serie di interrogativi riguardanti l’autonomia personale e il diritto alla mobilità. Da una parte c’è la sicurezza stradale, con la necessità di verificare capacità fisiche e riflessi in età avanzata. Dall’altra c’è la quotidianità degli anziani che subirebbe un brusco cambiamento se le nuove disposizioni dovessero entrare in vigore. L’auto è infatti, spesso, uno degli unici modi a disposizione degli anziani per raggiungere servizi essenziali, farmacie, per fare la spesa, per andare a trovare familiari e per raggiungere studi medici. Per questo motivo c’è anche chi, nel testo, vede un profilo di incostituzionalità.

Oggi, per le patenti comuni, il rinnovo vale dieci anni fino ai 50 anni, cinque dai 50 ai 70, tre dai 70 agli 80 e due dopo gli 80. Dopo gli 80, il rinnovo resterebbe biennale, ma con certificazione di un geriatra. Dopo gli 85 scatterebbero quindi le tre limitazioni, che rimarrebbero anche dopo i 90 anni, quando la validità scenderebbe a un solo anno.

La stretta si può comunque evitare: l’automobilista anziano può chiedere una valutazione più approfondita alla commissione medica locale, al posto del medico monocratico dell’Asl o delle agenzie. La commissione avrebbe il potere di confermare, modificare o eliminare le limitazioni. Per farlo, però, il titolare della patente dovrebbe autorizzare l’accesso al proprio fascicolo sanitario elettronico. Una verifica più completa, ma anche più complessa con un iter burocratico che potrebbe scoraggiare i più. Le modalità degli accertamenti attraverso la Commissione dovranno essere definite da un decreto del ministero della Salute insieme a quello dei Trasporti.

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