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Termosifoni, quando si possono accendere nel 2026: date per zona climatica, orari e città

Pubblicato: 08/10/2026 10:16

Con l’arrivo dell’autunno torna una delle domande che ogni anno accompagna il cambio di stagione: quando sarà possibile accendere i termosifoni? La risposta non è uguale per tutti. In Italia l’avvio del riscaldamento segue infatti un calendario differenziato, costruito sulla base delle condizioni climatiche delle diverse aree del Paese. Le date cambiano da una zona all’altra e, in alcuni casi, possono essere modificate anche dalle decisioni delle amministrazioni comunali.

Per la stagione 2026-2027 non esiste quindi un’unica giornata nazionale nella quale tutti potranno accendere gli impianti. Il calendario stabilisce finestre diverse, con limiti differenti anche per il numero di ore giornaliere. E proprio quando manca poco alle prime date utili, diventa importante capire in quale fascia climatica rientra il proprio Comune e quali eventuali disposizioni locali devono essere rispettate.
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Quando si accendono i termosifoni

Il calendario nazionale previsto dal Dpr 74/2013 divide il territorio italiano in sei zone climatiche, dalla A alla F. La suddivisione determina sia il periodo nel quale è consentito utilizzare gli impianti di riscaldamento sia il numero massimo di ore giornaliere.

Le prime città a poter accendere i termosifoni sono quelle inserite nella zona E, che comprende gran parte del Nord e diverse località montane del Centro e del Sud. Tra queste rientrano Milano e Torino. Per la stagione 2026-2027, in questa fascia l’accensione è consentita dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027, per un massimo di 14 ore al giorno.

Le ore possono essere anche frazionate, ma devono rientrare nella fascia compresa tra le 5 e le 23. Il limite non riguarda quindi necessariamente un funzionamento continuativo dell’impianto: le ore consentite possono essere distribuite nell’arco della giornata secondo le esigenze previste dalle regole.

Una specifica disposizione riguarda invece l’Emilia-Romagna. Per la stagione 2026-2027 la Regione ha stabilito il posticipo al 1° novembre dell’accensione nei Comuni delle zone di Pianura Est, Pianura Ovest e dell’Agglomerato di Bologna.

Roma e il Lazio dal 1° novembre

Per la zona D, nella quale rientrano Roma e la maggior parte dei Comuni del Lazio, il periodo previsto va dal 1° novembre al 15 aprile. In questo caso il limite massimo è fissato a 12 ore al giorno.

Il calendario procede poi verso le aree caratterizzate da temperature mediamente più miti. Nella zona C il riscaldamento può essere acceso dal 15 novembre al 31 marzo, con un limite di 10 ore giornaliere.

Tra le località comprese in questa fascia figurano Napoli, Bari e Lecce, oltre a Latina, Benevento, Caserta, Salerno, Taranto, Brindisi, Catanzaro, Cosenza, Cagliari, Oristano, Sassari, Ragusa e Imperia, secondo l’elenco della zona climatica.

Scendendo ancora verso le aree più miti si arriva alle zone A e B. In entrambe l’accensione è prevista dal 1° dicembre. Per la zona B il periodo termina il 31 marzo e il limite è di 8 ore al giorno. La zona A, quella caratterizzata dalle condizioni climatiche più miti, prevede invece lo stop il 15 marzo e consente un massimo di 6 ore quotidiane.

Tra le località appartenenti alla zona A ci sono Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle.

La zona F senza limiti nazionali

Un caso particolare è rappresentato dalla zona F, che comprende le località più fredde, comprese quelle situate tra vallate alpine e aree dell’Appennino. Qui non sono previste limitazioni nazionali né per il periodo dell’anno né per il numero di ore giornaliere. L’utilizzo del riscaldamento è quindi libero durante tutto l’anno.

Esistono inoltre regole per l’accensione degli impianti al di fuori del periodo ordinario previsto per le altre zone. In presenza di condizioni climatiche che lo giustifichino, gli impianti possono essere attivati per un periodo limitato a metà delle ore ordinarie. Per la zona D il limite indicato è di 6 ore, mentre per la zona C è di 5 ore. Anche in questo caso resta la fascia oraria compresa tra le 5 e le 23.

Un ruolo importante spetta comunque ai Comuni. Attraverso un’ordinanza motivata, i sindaci possono anticipare o rinviare la data di accensione, aumentare o diminuire le ore giornaliere consentite e intervenire anche sulla temperatura massima prevista negli ambienti.

I limiti della temperatura

Le regole riguardano anche la temperatura degli ambienti. Per le abitazioni e gli edifici ordinari la temperatura media non deve superare i 20 gradi, con una tolleranza di 2 gradi. Per gli edifici destinati ad attività industriali e artigianali il limite è invece di 18 gradi, anche in questo caso con una tolleranza di 2 gradi.

Il quadro complessivo mostra quindi perché la data di accensione dei termosifoni possa essere molto diversa anche tra città appartenenti alla stessa regione. La classificazione tiene conto delle caratteristiche climatiche e dell’altitudine, mentre eventuali ordinanze locali possono modificare ulteriormente le disposizioni.

Per questo, con l’avvicinarsi delle prime date previste per la stagione 2026-2027, il riferimento non è soltanto il calendario nazionale. Per sapere esattamente quando sarà possibile accendere il riscaldamento nella propria abitazione, resta fondamentale verificare anche le eventuali disposizioni emanate dal Comune di appartenenza.

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