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“Se n’è andata anche lei”. Tv in lutto, l’addio dopo una lunga carriera

Pubblicato: 13/03/2026 09:21

Il mondo dello spettacolo è in lutto per la scomparsa di Jane Lapotaire, attrice britannica capace di attraversare teatro e televisione con una classe rara. Un volto che molti ricordano anche per The Crown, ma che ha costruito la sua leggenda soprattutto sul palcoscenico.

La notizia è arrivata in queste ore: Lapotaire si è spenta il 5 marzo all’età di 81 anni. Al momento non è stata resa nota la causa del decesso. Resta il peso di un’assenza che chiude un capitolo importante della scena culturale britannica, seguito per decenni da generazioni di spettatori.

Morta Jane Lapotaire, l’attrice che ha unito teatro e tv

Per il grande pubblico internazionale, il suo nome è legato anche alla serialità di qualità: nel 2019 Lapotaire è apparsa in due episodi di The Crown, interpretando la principessa Alice di Grecia. Una parte breve, ma intensa, in linea con la sua cifra: pochi gesti, voce controllata, presenza scenica che resta.

In tv, nel corso della carriera, ha dato volto anche a figure storiche di forte fascino, tra cui Marie Curie e Cleopatra. Interpretazioni che raccontano bene la sua versatilità: rigore, profondità, e quella capacità di far “vivere” personaggi complessi senza mai alzare la voce.

Il successo internazionale: Piaf e i premi

Il punto di svolta che la rese nota anche oltre l’Atlantico arrivò a Broadway: l’unica sua apparizione lì, nel ruolo principale del musical di Pam Gems dedicato a Edith Piaf, le valse un Tony Award nel 1981. Un successo che consacrò il suo talento davanti al pubblico americano.

Ma già prima aveva conquistato Londra: nel West End ottenne un Olivier Award due anni prima, sempre per la stessa interpretazione. Una doppia consacrazione che, di fatto, l’ha fissata per sempre come una delle attrici più credibili nel trasformare la biografia in emozione.

Jane Lapotaire in un ritratto

La casa madre: Londra, i teatri e il Young Vic

Lapotaire è stata una veterana della scena britannica, e non per modo di dire: nel 1970 fu tra i fondatori del teatro londinese The Young Vic, insieme a Laurence Olivier e ad altri protagonisti del mondo culturale inglese. Un progetto che avrebbe segnato profondamente la vita teatrale della capitale.

Nonostante il trionfo con Piaf, in seguito l’attrice confessò di aver rimpianto il tentativo di avviare una carriera hollywoodiana dopo quel successo. In alcune interviste raccontò che, raggiunti i quarant’anni, aveva capito di non essere “affascinante” secondo i canoni tradizionali richiesti dall’industria cinematografica americana, scegliendo così di tornare a concentrarsi sul teatro britannico.

I ruoli cult e l’onorificenza: una carriera “di sostanza”

Ed è proprio sulle scene londinesi che ha costruito la parte più significativa del suo percorso, lavorando in teatri prestigiosi come Bristol Old Vic, National Theatre e Royal Shakespeare Company. Nel 2025 era stata insignita del titolo di Cbe e aveva partecipato alla cerimonia di conferimento al Castello di Windsor appena un mese fa.

Tra i lavori teatrali più importanti figurano The Homecoming, La bisbetica domata, Edipo, Misura per misura, Come vi piace, Shadowlands e Amleto, quest’ultimo accanto a Kenneth Branagh. Ha inoltre portato in tournée il ruolo di Maria Callas nello spettacolo Master Class di Terrence McNally.

Jane Lapotaire in un'immagine di scena

Il momento più difficile: l’emorragia cerebrale e il ritorno

Durante le repliche di Master Class, nel 2000, Lapotaire fu colpita da una grave emorragia cerebrale. Un episodio drammatico che raccontò nella sua autobiografia del 2003, Time Out of Mind, trasformando un’esperienza personale durissima in una testimonianza di resistenza.

Dopo gli interventi chirurgici e una lunga convalescenza, riuscì comunque a tornare sulle scene, continuando a lavorare sia in televisione sia a teatro. Tra le sue apparizioni successive figurano la serie Casualty nel 2009, Downton Abbey nel 2014 e The Crown nel 2019, dove interpretò la madre del principe Filippo, duca di Edimburgo.

Da Rebecca al cinema: i titoli da ricordare

Nel 2020 apparve anche nella versione Netflix di Rebecca tratta dal romanzo di Daphne du Maurier, interpretando la nonna accanto a Lily James, Kristin Scott Thomas e Armie Hammer. Un’altra prova che l’ha riportata davanti a un pubblico globale, in una produzione molto discussa online.

Nel corso della carriera prese parte anche a diversi film, tra cui Antonio e Cleopatra (1972), Lady Jane (1986), Surviving Picasso di James Ivory (1996), Shooting Fish (1997) e The Young Messiah (2016). Titoli diversi tra loro, ma legati dalla sua capacità di dare spessore anche ai ruoli più misurati.

Jane Lapotaire in un ritratto recente

Vita privata e origini: la famiglia e l’inizio del percorso

Jane Lapotaire lascia il figlio Rowan Joffé, nato dal matrimonio con il regista Roland Joffé, noto per il film The Killing Fields. I due furono sposati dal 1974 al 1980.

Nata il 26 dicembre 1944 a Ipswich, nel Suffolk, studiò recitazione al Bristol Old Vic prima di entrare nel National Theatre sotto la direzione di Laurence Olivier nel 1967, per poi passare alla Royal Shakespeare Company nel 1974. La sua scomparsa lascia un’eredità netta: quella di un’artista che ha scelto la sostanza, e che continuerà a vivere nei ruoli che ha saputo rendere indimenticabili.

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