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Terremoto in Campania dopo l’arresto di Gennaro Santamaria: l’imbarazzo e il silenzio del M5S

Pubblicato: 10/04/2026 18:38

La cronaca politica campana viene scossa da un terremoto giudiziario che colpisce direttamente il cuore pulsante del cosiddetto campo largo. Una figura di primo piano, attiva nella definizione delle strategie programmatiche che hanno accompagnato la scalata elettorale di Roberto Fico alla presidenza della Regione, è finita al centro di una pesante indagine della Procura di Benevento. Le accuse mosse dagli inquirenti delineano un quadro di gestione del potere pubblico torbido, dove le decisioni amministrative sarebbero state mercanteggiate in cambio di ingenti somme di denaro. La notizia dell’arresto ha creato un immediato corto circuito all’interno della maggioranza, mettendo in crisi la narrazione improntata sulla legalità che il Movimento 5 Stelle ha sempre cercato di mantenere come vessillo identitario.

Il profilo dell’arrestato e le accuse

Il protagonista di questa vicenda è Gennaro Santamaria, storico braccio destro del sindaco di Benevento, Clemente Mastella, e coordinatore di fatto di molteplici attività politiche della coalizione. L’uomo è stato fermato dai carabinieri lo scorso 31 marzo in flagranza di reato mentre riceveva una busta contenente 4mila euro, considerata dagli inquirenti come una tranche di una mazzetta molto più consistente. L’inchiesta è scaturita dalla denuncia coraggiosa di un professionista che ha riferito di aver subito forti pressioni e ritardi pilotati nelle proprie pratiche edilizie. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la richiesta totale per sbloccare l’iter amministrativo ammontava a circa 70mila euro. Durante le perquisizioni effettuate presso le abitazioni e gli uffici nella disponibilità di Gennaro Santamaria, le forze dell’ordine hanno rinvenuto una vera e propria montagna di denaro contante, per un valore di oltre 157mila euro, oltre a diversi orologi di lusso.

Il ruolo decisivo nel programma elettorale

Al di là dell’aspetto prettamente giudiziario, ciò che preoccupa maggiormente i vertici della Regione è il peso politico che Gennaro Santamaria esercitava durante la fase di stesura del programma di governo. Egli non era un semplice comprimario, ma un tecnico ascoltato che sedeva ai tavoli della coalizione giallorossa in rappresentanza della componente legata a Mastella. Nello specifico, il suo contributo è stato fondamentale per delineare le politiche sul welfare, settore delicatissimo che gestisce milioni di euro di fondi pubblici e servizi ai cittadini. Non solo, il suo raggio d’azione si era esteso anche ai comparti della sanità e dei trasporti, rendendolo uno degli architetti principali della proposta politica che ha portato Roberto Fico alla vittoria. La scoperta che un estensore delle linee guida regionali potesse operare secondo logiche corruttive getta un’ombra pesante su tutta la struttura di comando della giunta.

La reazione imbarazzata del movimento

L’arresto ha generato una spaccatura evidente all’interno della base grillina, specialmente nella provincia di Benevento. Mentre l’entourage di Roberto Fico cerca di mantenere un profilo basso per evitare che la tensione faccia implodere la maggioranza, i rappresentanti locali del Movimento 5 Stelle hanno preso le distanze con forza. Attraverso una nota ufficiale, hanno ricordato l’iperattivismo politico di Gennaro Santamaria, citando eventi elettorali pubblici e aperitivi organizzati direttamente dal dirigente ora in carcere. Il paradosso è evidente: il partito che ha fatto dell’onestà il proprio marchio di fabbrica si ritrova ora a dover giustificare la collaborazione stretta con un uomo accusato di concussione. Il silenzio dei vertici regionali viene interpretato come un segnale di profondo imbarazzo, dato che il legame tra la giunta e la famiglia Mastella è solido e rappresentato anche dalla presenza in consiglio di Pellegrino Mastella.

Le conseguenze sulla stabilità della giunta

La convalida dell’arresto da parte del giudice segna l’inizio di una fase di forte turbolenza per il governo campano. La posizione di Gennaro Santamaria era centrale non solo per il comune sannita, dove gestiva deleghe pesanti come le politiche sociali e le relazioni istituzionali, ma fungeva da collante tra le diverse anime del centro sinistra regionale. Con la sua uscita di scena forzata e l’apertura di un fascicolo così infamante, il campo largo si trova a dover affrontare la prima vera crisi d’immagine e di sostanza. Le opposizioni sono già pronte a dare battaglia, chiedendo chiarezza su quanto il potere di influenza di Santamaria abbia condizionato le scelte amministrative fin qui intraprese. Resta da capire se la maggioranza di Roberto Fico riuscirà a reggere l’urto di uno scandalo che colpisce proprio chi, sulla carta, avrebbe dovuto scrivere le regole per il benessere dei cittadini.

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Ultimo Aggiornamento: 10/04/2026 20:15

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