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“Trovato così, orribile”. Era scomparso da oltre un anno in Italia: l’annuncio propri ora

Pubblicato: 02/07/2026 21:26

Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda di Tobias Karel Servaas, il turista olandese scomparso il 29 aprile 2025 durante un’escursione nella Valle Darengo, sopra l’abitato di Livo, in provincia di Como. A oltre un anno dalla scomparsa, sono stati trovati i resti del 31enne, grazie a una nuova segnalazione che ha riaperto le ricerche.

La svolta è arrivata dopo il ritrovamento della giacca dell’escursionista nel territorio comunale di Dongo, sull’Alto Lago di Como. Poco distante gli operatori hanno individuato un corpo, ritenuto con ogni probabilità quello di Servaas. Le operazioni di recupero sono ancora in corso e saranno gli accertamenti previsti a confermare ufficialmente l’identità della vittima.

Il giovane si trovava sul Lago di Como per una vacanza insieme alla compagna, allora 28enne, e al loro figlio. La famiglia aveva affittato una baita a Livo e, la mattina del 29 aprile, il 31enne era uscito da solo per un’escursione, senza più fare ritorno.

Secondo quanto emerso nei giorni successivi alla scomparsa, Servaas non era un escursionista esperto. Aveva con sé un equipaggiamento leggero e poche provviste, probabilmente convinto di affrontare un percorso breve e di rientrare nel giro di poche ore. Quando il giovane non è tornato, la compagna ha dato immediatamente l’allarme.

Per circa dieci giorni la zona della Valle Darengo è stata battuta senza sosta da un’imponente macchina dei soccorsi. Oltre 80 operatori, tra Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Guardia di Finanza, Carabinieri e Carabinieri Forestali, hanno perlustrato sentieri, boschi e canaloni, anche con l’impiego di droni, senza riuscire a trovare alcuna traccia del turista.

Le ricerche erano state ufficialmente sospese il 5 maggio 2025, lasciando aperti molti interrogativi sulla sorte del giovane olandese. Per oltre un anno non era emerso alcun elemento utile a indirizzare nuovamente gli accertamenti.

La svolta è arrivata oggi, 2 luglio 2026, quando il ritrovamento della giacca ha consentito di concentrare nuovamente le operazioni in un’area ben precisa del territorio di Dongo. Poco distante è stato individuato il corpo, sul quale saranno effettuati gli esami necessari per l’identificazione definitiva.

Sul posto sono al lavoro i Vigili del Fuoco del distaccamento di Dongo, una squadra Saf proveniente da Como e un elicottero decollato da Torino, impegnati nelle delicate operazioni di recupero della salma, che sarà successivamente trasferita a valle per gli accertamenti dell’autorità giudiziaria.

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