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Tifoso ferito al derby, pm chiedono l’arresto di un poliziotto: “Colpì un ultrà con un lacrimogeno”

Pubblicato: 04/07/2026 08:15

La svolta nell’inchiesta sugli scontri che hanno preceduto il derby tra Torino e Juventus del 24 maggio. La Procura di Torino ha chiesto gli arresti domiciliari per un agente del Reparto mobile, accusato di aver colpito alla testa il tifoso juventino Marco Basoccu con un lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo. Il 36enne rimase gravemente ferito e finì in coma, salvato da un delicato intervento chirurgico.

Secondo l’ipotesi della Procura, il poliziotto avrebbe utilizzato il lacrimogeno in violazione delle procedure previste per l’ordine pubblico, lanciandolo con una traiettoria orizzontale invece che “a campanile”. L’agente è indagato per lesioni personali aggravate e, dopo l’interrogatorio preventivo previsto dalla riforma Nordio, il pubblico ministero ha chiesto per lui la misura degli arresti domiciliari. La decisione del giudice è attesa nei prossimi giorni.

Le indagini, condotte dalla Squadra mobile, hanno ricostruito quanto accaduto attraverso migliaia di fotogrammi, un filmato in timelapse e numerose testimonianze, comprese quelle di altri appartenenti alle forze dell’ordine. Gli investigatori ritengono che Basoccu sia stato colpito direttamente dall’involucro in acciaio del lacrimogeno, esploso a distanza troppo ravvicinata e senza aprirsi.

Il ferimento avvenne durante gli scontri tra tifosi granata e bianconeri nelle vicinanze dello stadio Olimpico Grande Torino. In un primo momento si era ipotizzato che il 36enne fosse stato raggiunto da una pietra o da una bottiglia lanciata dagli ultras, ma gli accertamenti successivi hanno indirizzato l’inchiesta verso una diversa ricostruzione.

Determinanti, secondo gli inquirenti, sono state anche le testimonianze dell’autista del pullman dei Viking Milano, gruppo ultras di cui fa parte Basoccu, e di diversi agenti presenti durante le operazioni di ordine pubblico. Nel corso degli scontri furono esplosi circa 130 lacrimogeni, ma solo quello attribuito all’agente indagato sarebbe stato sparato con una traiettoria non conforme alle direttive operative.

La famiglia del tifoso ha sempre sostenuto che le gravissime lesioni riportate fossero compatibili con l’impatto di un lacrimogeno. Ora la richiesta di misura cautelare della Procura rappresenta la prima svolta giudiziaria nell’inchiesta sul grave episodio avvenuto prima del derby torinese.

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