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Italia, erutta il vulcano: aeroporto bloccato e voli sospesi. Cosa sta succedendo

Pubblicato: 05/07/2026 16:50

L’Etna torna a farsi sentire e provoca pesanti ripercussioni sul traffico aereo in Sicilia. A causa dell’intensificarsi dell’attività eruttiva e della presenza di cenere vulcanica in atmosfera, l’aeroporto di Catania ha sospeso temporaneamente tutti i voli in arrivo previsti per la giornata di domenica 5 luglio. La misura resterà in vigore almeno fino alle 19, con ritardi, cancellazioni e dirottamenti che stanno interessando numerosi collegamenti. Restano invece autorizzate le partenze degli aeromobili già presenti nello scalo.

La decisione è stata comunicata da Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, dopo la chiusura del settore di spazio aereo interessato dalla nube di cenere proveniente dal vulcano. La società ha invitato tutti i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di raggiungere l’aeroporto, annunciando che eventuali aggiornamenti saranno diffusi nelle prossime ore.

La nube di cenere e le restrizioni al traffico aereo

Secondo quanto reso noto dalla società di gestione dello scalo, la sospensione degli arrivi è stata decisa in seguito alla chiusura dello spazio aereo corrispondente alla nube vulcanica presente nel settore meridionale del vulcano. Il provvedimento riguarda esclusivamente gli aerei in arrivo, mentre le operazioni di partenza possono proseguire regolarmente per i velivoli già presenti all’interno dell’aeroporto.

La situazione resta costantemente monitorata in attesa dell’evoluzione dell’attività eruttiva e delle condizioni atmosferiche, che determineranno l’eventuale ripresa delle normali operazioni di volo.

L’attività dell’Etna osservata dall’Ingv

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, attraverso l’Osservatorio Etneo, ha comunicato che le emissioni di cenere sono iniziate alle 7.45 dalla bocca situata sull’alto fianco orientale del cratere Voragine. L’attività si è intensificata intorno alle 8.45, dando origine a una nube eruttiva alta circa 1,5 chilometri sopra la sommità del vulcano e diretta verso i settori sud e sud-sud-est.

Nei giorni precedenti era proseguita l’attività stromboliana nella stessa area del vulcano, mentre la colata lavica avviata il 26 giugno si era progressivamente esaurita. Tra la notte del 2 e del 3 luglio si era inoltre formato un piccolo flusso lavico tra la bocca stromboliana e quella effusiva, arrestatosi dopo aver percorso poco più di un centinaio di metri.

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