
«La Germania non ha diritto di mandarci indietro un solo immigrato irregolare fino a che ci sono delle navi di Ong tedesche in giro per il Mediterraneo a scaricare migliaia di clandestini in Italia e in Europa». Lo ha dichiarato Matteo Salvini durante la festa della Lega a Pinzolo, intervenendo sul tema dei migranti e sui rapporti con Berlino.
«Prima risolva i problemi delle navi»
Il vicepremier ha rivolto un messaggio diretto alla Germania: «Prima risolvi i problemi delle navi a cui hai dato la bandiera e poi parliamo di tutto il resto».
Salvini ha quindi citato il nuovo governo ungherese, sostenendo che Budapest abbia annunciato di non voler accogliere migranti irregolari. «Volete multarci? Multateci. Ma in Ungheria entra chi decidiamo noi», ha affermato, sottolineando come, a suo giudizio, una posizione di questo tipo possa essere sostenuta anche dall’Italia.
«A ottobre al voto la proposta su permessi e cittadinanza»
Nel corso del suo intervento Salvini ha parlato anche di sicurezza, annunciando per ottobre l’arrivo in Parlamento di una proposta della Lega per consentire la revoca del permesso di soggiorno e della cittadinanza agli stranieri condannati per gravi reati.
«Io ti do il permesso di soggiorno, ti do la cittadinanza, ti do fiducia e se poi stupri o ammazzi la fiducia viene meno», ha detto il leader della Lega. Salvini ha aggiunto che attualmente la cittadinanza può essere revocata soltanto per reati legati al terrorismo.
Il caso Vannacci: «Decida lui»
Alla festa della Lega, Salvini ha affrontato anche il rapporto con Roberto Vannacci e la sua eventuale collocazione nel centrodestra. «Deve decidere lui», ha dichiarato.
Il vicepremier ha criticato il comportamento del generale, accusandolo di aver attaccato e votato contro il governo. «Se ogni settimana attacca e vota contro il governo, se per un anno dici che al governo ci sono dei cretini? Decida lui se vuole mettersi all’opposizione con Schlein e Conte», ha affermato Salvini.
Il leader della Lega ha infine difeso una linea di maggiore coerenza nella coalizione, escludendo l’ipotesi di allargare eccessivamente il centrodestra: «Se allargo a dismisura a Calenda, a Tizio e Caio vuol dire che vinco le elezioni ma non faccio niente».


