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“Complotto contro Lotito!”. Indagine bomba: coinvolto anche un famoso personaggio

Pubblicato: 15/09/2026 10:49

Le perquisizioni disposte dalla Procura di Roma segnano una nuova fase dell’inchiesta sulla campagna che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe avuto l’obiettivo di spingere Claudio Lotito a lasciare la presidenza della Lazio. I carabinieri del nucleo investigativo di via In Selci hanno cercato telefoni, computer, chat, posta elettronica e documenti nella disponibilità di Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, dell’amministratore Francesco Maiolini e del giornalista e faccendiere Luigi Bisignani.

Al centro dell’indagine c’è l’ipotesi di manipolazione del mercato, contestata in concorso agli indagati. La Lazio, infatti, è una società quotata in borsa e, secondo i magistrati, la diffusione di informazioni false sulla possibile cessione del club avrebbe potuto incidere in maniera significativa sul valore delle azioni.

L’attività investigativa, però, non riguarda soltanto gli episodi già emersi negli ultimi mesi, dagli striscioni contro Lotito alle telefonate minatorie, passando per i post sui social e le iniziative attraverso alcuni mezzi di informazione. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se dietro episodi apparentemente distinti possa esserci stata una regia unitaria e, soprattutto, chi possa averne eventualmente promosso o finanziato le attività.
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Le perquisizioni e il ruolo della Banca del Fucino

L’attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata sui rapporti tra i diversi protagonisti dopo quanto emerso dai dispositivi già sequestrati ad altri soggetti coinvolti nell’indagine. Secondo quanto riportato nel decreto, alcune attività di denigrazione e di diffusione di contenuti attraverso i social network sarebbero state, in tutto o in parte, finanziate da Maiolini.

Da questo elemento gli investigatori hanno iniziato a ricostruire una sequenza di contatti, pubblicazioni e iniziative. Nel mirino sono finiti anche i rapporti tra Maiolini e Bisignani, considerati non occasionali nell’arco degli ultimi due anni.

Particolare attenzione è stata riservata alle telefonate e ai tentativi di contatto registrati tra i due proprio nei periodi immediatamente precedenti alla preparazione e alla pubblicazione di alcuni articoli. Sono inoltre emersi contatti tra Masi e Bisignani.

Per la Procura, sarà ora necessario verificare attraverso i dispositivi acquisiti se questi rapporti abbiano avuto un significato nell’ambito della campagna contro il presidente della Lazio oppure se siano riconducibili ad attività differenti.

Gli articoli sulla presunta vendita della Lazio

Tra gli episodi esaminati dagli investigatori ci sono anche alcuni articoli pubblicati sul Tempo. Il 31 maggio 2026 Bisignani aveva firmato un articolo dedicato alla situazione della Lazio nel quale veniva rilanciata la notizia di una presunta offerta di JP Morgan da 450 milioni di euro per l’acquisto della società.

Secondo la Procura si sarebbe trattato di una falsa notizia. Nello stesso articolo veniva inoltre prospettata la necessità di un nuovo corso nella gestione della società, indicando tra gli uomini della finanza ai quali Lotito avrebbe potuto rivolgersi proprio Masi e Maiolini.

Bisignani sarebbe poi tornato sulla vicenda Lazio con altri interventi pubblicati il 12 giugno e il 2 luglio, oltre a occuparsi dell’iniziativa editoriale «Laziale alza la voce».

Gli investigatori hanno messo in relazione le pubblicazioni con i tabulati telefonici, individuando una serie di contatti tra i protagonisti. L’obiettivo è stabilire se esista una correlazione concreta tra le comunicazioni, la preparazione degli articoli e la diffusione delle informazioni sulla presunta vendita della società.

La pressione su Claudio Lotito

L’altra parte dell’inchiesta riguarda la pressione esercitata negli anni su Claudio Lotito. Il presidente della Lazio aveva denunciato la situazione il 30 giugno 2025, sostenendo di essere da circa un anno al centro di una campagna finalizzata a danneggiarne la reputazione e a costringerlo a vendere il club.

Nel corso dei mesi erano comparsi striscioni contro Lotito, anche davanti alla Camera e nei pressi degli uffici di Forza Italia. Successivamente erano arrivati messaggi sui social, e-mail, adesivi lasciati nei pressi della sua abitazione e telefonate.

Il 17 luglio 2025, secondo la denuncia di Lotito, la pressione avrebbe assunto una forma ancora più grave: una telefonata da parte di un uomo con accento romano che lo avrebbe minacciato di morte qualora non avesse lasciato la Lazio. Altre chiamate dello stesso tenore sarebbero arrivate successivamente.

Parallelamente, attraverso social network e Millenovecento, erano state diffuse diverse informazioni relative a presunti acquirenti interessati alla società. Nel tempo erano stati indicati un gruppo straniero, un fondo qatariota e, infine, la presunta offerta da 450 milioni attribuita a JP Morgan.

La ricerca di una possibile regia

È proprio la sovrapposizione di questi episodi a interessare la Procura. Nel decreto viene precisato che la partecipazione di Masi, Maiolini e Bisignani alle manifestazioni pubbliche dei tifosi contro Lotito costituisce un comportamento pienamente legittimo.

L’interesse degli investigatori riguarda invece ciò che potrebbe essere avvenuto al di fuori delle manifestazioni pubbliche: i rapporti tra i protagonisti, gli eventuali finanziamenti, la circolazione delle medesime informazioni e la possibile coincidenza tra contatti telefonici e pubblicazioni.

Le perquisizioni servono quindi a cercare elementi che possano confermare oppure smentire il quadro investigativo finora ricostruito. Telefoni, computer, chat, e-mail e documenti potrebbero consentire di ricostruire comunicazioni e rapporti non ancora completamente chiariti.

Nel decreto, l’obiettivo della Procura viene indicato nella verifica dell’eventuale esistenza di una regia unitaria e, in ultima analisi, nell’eventuale individuazione dei mandanti.

Le date raccolte dagli investigatori contribuiscono alla ricostruzione della sequenza. Il 31 maggio, il primo giugno e l’11 giugno 2026 vengono indicati nell’annotazione investigativa; il 12 giugno viene poi pubblicato un altro articolo di Bisignani.

Nello stesso periodo, il 9 e il 10 giugno, Stefano Greco aveva pubblicato su Millenovecento due articoli dedicati al futuro della Lazio, nei quali veniva nuovamente prospettata una imminente cessione della società.

Secondo l’ipotesi della Procura, la campagna sarebbe stata alimentata almeno dal giugno 2024 attraverso la diffusione di notizie false riguardanti la Lazio e il suo presidente: dalla presunta intenzione di Lotito di vendere il pacchetto di controllo della società alle condizioni economiche del club, fino all’ipotesi che la società fosse in stato di decozione o che il presidente volesse deliberatamente portare la squadra in una categoria inferiore per ottenere il cosiddetto paracadute da 35 milioni di euro.

Ora l’inchiesta entra nella fase delle acquisizioni e degli accertamenti sui rapporti tra i soggetti coinvolti. Saranno gli elementi raccolti durante le perquisizioni a stabilire se le diverse iniziative siano rimaste separate oppure se, come ipotizzato dagli investigatori, possano essere ricondotte a un unico disegno.

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