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“Ma cosa sta facendo?”. Il video di Angela Taccia diventa virale: povero Sempio

Pubblicato: 20/10/2026 13:47

Nel dibattito pubblico intorno a un caso giudiziario, a volte bastano pochi secondi di immagini per spostare l’attenzione dai fatti alle interpretazioni. Un gesto ordinario, un’espressione del viso o un atteggiamento apparentemente fuori contesto possono trasformarsi in argomento di discussione, alimentando commenti, ironie e sospetti. È il meccanismo dei social network, dove i filmati vengono condivisi rapidamente e finiscono spesso per assumere significati che vanno ben oltre ciò che mostrano realmente.

Quando l’attenzione collettiva si concentra su un’inchiesta particolarmente delicata, il rischio è che ogni dettaglio venga sottoposto a un giudizio immediato, senza distinguere tra elementi rilevanti per le indagini e comportamenti privi di un significato giudiziario dimostrato. In questo clima, anche un momento di tensione vissuto durante un interrogatorio può diventare virale, dando origine a battute e ricostruzioni che si moltiplicano nel giro di poche ore. È quanto accaduto nel caso di Garlasco, dove un breve video ha riportato al centro dell’attenzione un episodio legato all’avvocata di Andrea Sempio.

Il video di Angela Taccia durante l’interrogatorio di Andrea Sempio

Le immagini mostrano Angela Taccia, avvocata e amica d’infanzia di Andrea Sempio, seduta accanto al proprio assistito negli uffici della Procura di Pavia. Davanti a loro c’è il pubblico ministero Civardi, nell’ambito degli accertamenti relativi all’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007.

Nel filmato, diventato rapidamente oggetto di commenti online, la legale prende alcune caramelle da un piattino presente sulla scrivania e le mangia mentre prosegue il confronto. Un gesto apparentemente banale, che sui social è stato trasformato in un episodio da commentare con ironia e malizia.

Su X sono comparsi messaggi che hanno associato provocatoriamente quel comportamento alla posizione giudiziaria di Sempio. Tra i commenti circolati si legge: “Immagina di beccarti l’ergastolo perché ti sei preso come avvocato la tua ex trombamica che frega le caramelle al PM mentre ti sta leggendo le accuse. Povero Sempio”.

Il tono è quello della provocazione, ma il contenuto del messaggio mostra anche quanto facilmente un frammento video possa diventare il pretesto per insinuazioni personali. La scena, di per sé, non dimostra nulla sulla posizione dell’indagato né sul lavoro della sua difesa. Eppure, nel flusso delle condivisioni, l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle caramelle, lasciando sullo sfondo gli aspetti investigativi della vicenda.

La spiegazione dell’avvocata a Lo Stato delle cose

A intervenire pubblicamente è stata la stessa Angela Taccia, ospite di Massimo Giletti nella trasmissione Lo Stato delle cose, in onda su Rai 3. La legale ha scelto di affrontare direttamente la circolazione del filmato, spiegando perché durante l’interrogatorio avesse continuato a mangiare caramelle.

“Permettetemi una battuta ma è tutto il giorno che esce il video in cui mangio convulsamente caramelle – premette la legale di Sempio -. Mi spiace che le persone si siano soffermate sulla mia voglia di caramelle piuttosto che sul contenuto dell’interrogatorio. C’era tensione e la tensione mi fa venire fame”.

Taccia ha quindi ricondotto il proprio comportamento alla tensione del momento, senza attribuirgli ulteriori significati. Con il suo intervento ha anche richiamato l’attenzione sulla sproporzione tra la diffusione delle immagini e lo spazio riservato alla discussione sui contenuti dell’interrogatorio.

Il filmato, infatti, è diventato un argomento di conversazione soprattutto per l’atteggiamento della professionista, mentre le questioni tecniche affrontate nel corso degli accertamenti sono rimaste in secondo piano. La vicenda offre così un esempio di come, nei casi giudiziari seguiti quotidianamente dall’opinione pubblica, il comportamento dei protagonisti possa finire per prevalere sul merito delle questioni.

Il caso Garlasco e il nodo della sostanza 33

Nel corso della trasmissione, l’avvocata ha riportato il discorso anche sugli aspetti tecnici della vicenda giudiziaria, soffermandosi sulla consulenza della Procura e sulla natura della cosiddetta sostanza 33.

“Nonostante lo spiegone del dottor Civardi io nella consulenza della Procura non ho trovato la certezza che la sostanza della 33 sia una sostanza ematica, quindi non si possono mettere in galera le persone a furie di ipotesi”.

Con queste parole, Taccia ha ribadito la propria posizione rispetto agli elementi tecnici richiamati nell’inchiesta, contestando che la consulenza citata consenta, a suo giudizio, di considerare accertata la natura ematica della sostanza.

Si tratta di una valutazione espressa dalla difesa, da distinguere dagli eventuali accertamenti e dalle conclusioni che spetterà alle autorità giudiziarie formulare sulla base degli elementi disponibili. La dichiarazione riporta quindi l’attenzione sul terreno delle prove, dove le ipotesi investigative devono essere valutate alla luce dei riscontri e delle verifiche tecniche.

Social network e processo mediatico: l’attenzione si sposta sui dettagli

La viralità del video di Angela Taccia riaccende il tema del rapporto tra inchieste giudiziarie e processo mediatico. Nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, ogni nuovo elemento che emerge nel dibattito pubblico può diventare rapidamente oggetto di interpretazioni, polemiche e commenti.

La diffusione di un filmato, tuttavia, non equivale a una prova e non permette, da sola, di trarre conclusioni sulla responsabilità di una persona o sulla correttezza del lavoro dei suoi legali. Allo stesso modo, un comportamento osservato durante un interrogatorio non può essere considerato indicativo della colpevolezza o dell’innocenza di chi è coinvolto.

La stessa spiegazione fornita da Taccia invita a distinguere tra la scena diventata virale e le questioni che riguardano concretamente l’inchiesta. Da una parte ci sono le immagini delle caramelle e le battute circolate online; dall’altra, gli accertamenti sulla morte di Chiara Poggi e gli elementi tecnici sui quali si confrontano accusa e difesa.

Il risultato è un nuovo capitolo del dibattito pubblico sul delitto di Garlasco, nel quale un episodio marginale ha conquistato grande visibilità. Ma, al di là delle reazioni sui social, la valutazione della vicenda giudiziaria resta legata alle prove, alle verifiche e alle decisioni delle autorità competenti, non alle impressioni suscitate da pochi secondi di video.

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